La depressione si combatte con una scarica elettrica

Redazione DottNet | 17/03/2009 18:40

Se il cervello fosse come una pila, la depressione potrebbe essere vista come se il livello della 'batteria' fosse basso.

Perchè allora non ricaricare un cervello gravemente depresso con la corrente, innocua e indolore? E' quello che hanno escogitato i ricercatori del Policlinico Ospedale Maggiore di Milano guidati da Alberto Priori (dell'Università degli Studi), in collaborazione con la Clinica Villa Santa Chiara di Verona, in uno studio pubblicato sul Journal of affective disorders. Gli scienziati hanno preparato un dispositivo semplicissimo: due elettrodi da applicare sopra la fronte del paziente, collegati a uno stimolatore elettrico controllato dal computer. Sperimentato su 14 pazienti (di cui 13 donne) gravemente depressi e in cui i farmaci non avevano alcun effetto, questo dispositivo rilascia una corrente continua e a bassa intensità. ''I pazienti - dicono i ricercatori - sono stati sottoposti alla tecnica due volte al giorno per cinque giorni consecutivi, riportando un marcato miglioramento già dopo cinque giorni, che si manteneva per diverse settimane''. La tecnica potrebbe essere usata su coloro che soffrono delle forme più gravi di depressione, circa il 30% dei 5 milioni di italiani colpiti, e ''seppure lo studio sia ancora preliminare e su un piccolo numero di individui, i risultati indicherebbero una nuova possibilità per il trattamento della depressione grave farmaco-resistente''. I ricercatori sono già al lavoro per estendere questi primi risultati preliminari: la Clinica di Verona ha selezionato altri 250 pazienti su cui sperimentare la tecnica, mentre il Policlinico sta già pianificando ulteriori nuovi studi.

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