Sale e ipertensione: ecco come sono correlati

Medicina Interna | Redazione DottNet | 17/04/2018 14:12

Ricerca Neuromed, nella milza c'è la chiave di questa interazione

Scoperto un meccanismo che lega il sale all'ipertensione, nella milza la chiave di questa interazione. È quanto emerso da uno studio dei ricercatori dell'Irccs 'Neuromed' di Pozzilli. Un meccanismo complesso, a cavallo tra sistema nervoso e sistema immunitario. Lo studio - fanno sapere dal Neuromed - apre alla possibilità di sviluppare farmaci innovativi contro uno dei principali problemi di salute pubblica a livello mondiale. La ricerca si basa su precedenti lavori pubblicati dal Dipartimento Angiocardioneurologia e medicina Traslazionale nei quali veniva dimostrato il ruolo dei linfociti T presenti nella milza.

Queste cellule, una volta attivate, si liberano nel sangue e migrano verso gli organi che tipicamente vengono colpiti dall'ipertensione (organi bersaglio). In questo modo contribuiscono sia a creare la condizione ipertensiva, sia a causare i relativi danni. Il processo di attivazione dei linfociti T, è stato dimostrato, si svolge sotto il controllo del sistema nervoso simpatico, che costituisce parte del sistema nervoso autonomo. L'ultimo studio dei ricercatori Neuromed aggiunge ora un tassello importante: il meccanismo attraverso il quale gli impulsi nervosi del sistema simpatico inducono l'attivazione dei linfociti T. E questo meccanismo risulta attivarsi particolarmente proprio in seguito a un eccesso di sodio nella dieta.

"Con questi nuovi dati - commenta Daniela Carnevale, del Dipartimento di Medicina molecolare dell'Università 'La Sapienza' di Roma e del Dipartimento di Angiocardioneurologia e Medicina Traslazionale Neuromed - possiamo ora vedere una nuova possibilità terapeutica. Sono infatti già allo studio degli anticorpi anti-PIGF per patologie diverse dall'ipertensione, ad esempio la degenerazione maculare o alcune forme di cancro. Questi anticorpi potrebbero essere usati anche per bloccare l'attivazione del PIGF nella milza, impedendo in questo modo la comunicazione tra sistema simpatico e linfociti. Sarebbe una strada completamente nuova per una condizione, come quella ipertensiva, il cui controllo rappresenta ancora una sfida per la medicina".

Fonte: ansa

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