Ancora pochi gli interventi in day surgery

Redazione DottNet | 19/03/2009 18:35

chirurgia medicina epatite pediatria

Oggi in Italia solo il 35% di tutti gli interventi chirurgici effettuati ogni anno viene eseguito in day surgery (ovvero con mini-ricoveri giornalieri), contro uno standard europeo del 50-60%.

Ciò porta ad uno spreco di risorse che, anche se difficile da quantificare, è di certo importante. E' quanto riferito da Lorenzo Sommella, Direttore sanitario Azienda Ospedaliera S. Filippo Neri e segretario scientifico ANMDO-Lazio in occasione del 6/o Convegno dell'Associazione Nazionale Medici delle Direzioni Ospedaliere (ANMDO), all'Università Cattolica di Roma. Oggi grazie a nuove tecniche operatorie e di anestesia, spiega Sommella, molti interventi prima svolti nella sala operatoria possono avvenire in day-surgery, in one day-surgery (con una notte di pernottamento), in week surgery, con ricovero dal lunedì al venerdì. Anche se il trend oggi disponibile dal 2000 al 2005 mostra un lieve aumento dell'uso della day surgery, spiega Sommella, siamo molto indietro rispetto allo standard europeo. Oggi il 35% degli interventi è fatto in day surgery, con punte del 70-80% per alcune ristrette tipologie di intervento in cui ormai il day-surgery si è consolidato. Ma siamo indietro, soprattutto per problemi organizzativi e gestionali. Infatti, precisa Sommella, il day surgery richiede l'organizzazione evoluta di un reparto multidisciplinare, in cui lavorino più primari di diverse specialità e questo può creare problemi. Un altro fattore che rende i chirurghi restii è la medicina difensiva, continua l'esperto: molti medici si sentono più sicuri svolgendo un intervento con la degenza tradizionale. Ma bisognerebbe incentivare questo tipo di chirurgia, conclude l'esperto, ''perchè evita gli sprechi e permette anche un più rapido ritorno alla normalità del paziente''.