Progressi nelle cure per i raffreddori allergici, cronici e acuti

Medicina Interna | Redazione DottNet | 08/05/2018 10:03

"Gli antibiotici, nelle riniti acute, non aiutano a guarire prima. Ma hanno anzi impatto negativo sul microbioma nasale"

Da quelli allergici a quelli dovuti a batteri e virus fino a quelli cronici, i raffreddori affliggono milioni di persone e sono spesso poco diagnosticati e poco curati. E poco si sa del fatto che il nostro naso non ospita solo batteri cattivi, ma anche batteri buoni che possono esser messi KO da cure sbagliate. A fare il punto sul presente e il futuro sulla scienza che si occupa della salute del nostro naso è la nona edizione della Singapore Allergy and Rhinology Conference (SARC) che ha chiuso i battenti. "La Rinologia è in una forte fase di evoluzione, con conseguenze positive sulle vite dei pazienti. Gli ultimi anni hanno visto progressi in prevenzione, diagnosi e cure", spiega Wytske Fokkens, professoressa presso l'Academic Medical Centre di Amsterdam e direttore del Journal of Rhinology.

"Dal punto di vista della prevenzione abbiamo, capito che gli antibiotici, nelle riniti acute, non aiutano a guarire prima. Ma hanno anzi impatto negativo sul microbioma nasale, ovvero l'insieme dei batteri che popolano il naso". Il microbioma è ovunque nel corpo anche nel naso, ma con gli antibiotici se ne cambia la composizione, perché vengono uccisi in modo indiscriminato sia batteri 'utili' che quelli 'dannosi', "creando più problemi di quanti se ne risolvono". Tra gli altri fattori di rischio delle riniti, c'è l'inquinamento atmosferico, che, così come il fumo di sigaretta, sensibilizza l'epitelio nasale e lo rende più soggetto a infiammazioni. Per quanto riguarda le terapie, prosegue la professoressa Fokkens, "un grande aiuto arriva dalle app, che aiutano i medici a capire con che regolarità i pazienti assumono i farmaci. Ma aiutano anche il paziente a relazionarsi meglio con il medico e sentirsi parte della cura". La Rinologia del futuro significa anche migliori diagnosi. In nuovi prick test, infatti, sono sempre più sensibili e in grado di distinguere con più precisione il fattore che scatena l'allergia, così da poter indirizzare verso l'uso di farmaci mirati per specifici target, dunque più efficaci e con meno effetti collaterali.

 

fonte: ansa

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