Casellario degli iscritti attivi: come vengono trasmessi i dati

Redazione DottNet | 23/03/2009 12:58

Una delle più grandi operazioni mai tentate dalla previdenza obbligatoria è stata quella di costituire presso l’Inps un Casellario di tutte le posizioni previdenziali attive, per semplificare le modalità di accesso dei lavoratori alle informazioni inerenti la loro futura pensione. Il legislatore ha ritenuto inoltre che da questa operazione avrebbero tratto vantaggio anche gli stessi Enti previdenziali, che con un semplice click sul computer avrebbero potuto avere a disposizione tutti i dati per effettuare la ricongiunzione o totalizzazione contributiva, e stabilire con certezza il raggiungimento o meno del diritto a pensione.

Ma molti sono i dubbi operativi che il tavolo tecnico appositamente costituito si trova a dover affrontare: tra questi, quelli relativi alle modalità ed alla periodicità di trasmissione dei dati.
Fino ad oggi, sulla base delle istruzioni fornite dal Casellario, gli Enti previdenziali hanno trasmesso tutte le posizioni contributive dei propri iscritti, dalla loro origine fino alla data di riferimento, con periodicità semestrale, alle scadenze del 30 giugno e del 31 dicembre di ogni anno.
Il Casellario ha registrato tali informazioni in totale sovrascrittura rispetto alle precedenti comunicazioni, che di fatto venivano annullate. Questa modalità di aggiornamento ha presentato non poche difficoltà di gestione, a causa dell’enorme mole di dati oggetto di elaborazione.
Per ovviare a tale situazione, il Casellario, con il pieno consenso del Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale, ha richiesto agli Enti previdenziali di procedere all’aggiornamento con cadenza trimestrale delle sole posizioni assicurative variate e limitatamente alle sole annualità oggetto di variazione.
Nel corso di specifiche riunioni tecniche gli Enti hanno condiviso, in linea di massima, tale impostazione che presenta il vantaggio di movimentare periodicamente un numero di dati enormemente inferiore a quello che sarebbe derivato da una totale sovrascrittura degli archivi. È stato evidenziato, tuttavia, “che la necessità di tracciare i dati periodicamente trasmessi implica una serie di interventi informatici, anche molto pesanti, sulle procedure istituzionali in uso, che richiederanno inevitabilmente tempi e costi di adeguamento, in alcuni casi anche di una certa entità per i singoli Enti, costi che peraltro dovranno essere autorizzati dai competenti organi” (pag. 29 del 1° Rapporto in materia).
Nonostante queste criticità, il Casellario ha ritenuto di poter fissare le seguenti modalità transitorie di trasmissione dei dati:
- fino al 31.12.2008, ultimo invio a cadenza semestrale, i dati previdenziali sono stati trasmessi, dagli Enti e dalle Casse al Casellario, in totale sovrascrittura;
- dal 31.3.2009 si avrà il primo invio a cadenza trimestrale; le trasmissioni riguarderanno i dati relativi alle sole posizioni variate con riferimento al solo anno oggetto delle variazioni;
- dal 1°.1.2010 gli aggiornamenti assumeranno una cadenza mensile e ciò in linea con lo spirito del Decreto ministeriale che prevede l’aggiornamento il più possibile in tempo reale.
A parere del comitato tecnico, “una opportuna sensibilizzazione dei vertici istituzionali degli Enti, da parte del Ministero del Lavoro, dovrà garantire il rispetto della pianificazione tecnica per evitare rischi di ritardare l’entrata a regime del progetto”. In buona sostanza, nonostante il ritardo nell’attuazione concreta del Casellario, il Governo ha riaffermato la propria volontà di realizzare quanto prima l’obiettivo fissato, nell’interesse di Enti e lavoratori.

 

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