Dat, ecco il disegno di legge

Redazione DottNet | 25/03/2009 14:19

Il disegno di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) entra nel vivo: E' iniziata la 'maratona' no-stop al Senato per arrivare all'approvazione del ddl entro i tempi previsti e sollecitati dallo stesso presidente del Senato Renato Schifani, ovvero entro giovedì notte.

 Una maratona che ha portato al risultato dell'approvazione dei primi due articoli del provvedimento, facendo registrare, come da previsioni, maggiore compattezza nel Pdl e divisioni nel Pd. Con un voto veloce - e Schifani che più volte ha richiamato l'Aula (''Se per ricondurre l'Aula alla compostezza si dovessero interrompere i lavori - ha avvertito - il calendario non potrebbe essere rispettato'') - i senatori hanno dunque iniziato a passare al vaglio i circa 900 emendamenti ammessi al ddl Calabrò (su 3.000 iniziali), presentati gran parte dai radicali mentre 175 sono quelli del Pd. Una giornata intensa cominciata con l'approvazione di un ordine del giorno bipartisan in favore delle norme sulle cure palliative e la terapie anti-dolore ed il respingimento della richiesta di non passaggio agli articoli avanzata dalla senatrice radicale Emma Bonino: ''Faremmo cosa utile e saggia - ha detto - se ci prendessimo un periodo di riflessione, perchè in realtà questa legge è contraddittoria''. Respinta la richiesta, a prendere la parola per il governo è stato il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, che ha ribadito la volontà di dialogo con l'opposizione fermi restando alcuni principi base del ddl come il 'no' alla sospensione dei trattamenti di nutrizione e idratazione (come ha fatto anche il relatore del ddl Raffaele Calabro'). Immediata la replica della capogruppo dei sentori del Pd Anna Finocchiaro: ''Presentiamo la posizione del gruppo del Pd sapendo che per noi c'è un faro, che è l'articolo 32 della Costituzione. Da quello muoviamo insieme''. Ed ancora: ''Noi - ha detto riferendosi alla lettera inviata dal premier Silvio Berlusconi ai senatori del Pdl - non abbiamo avuto bisogno di scrivere nessuna lettera per piegare la coscienza all'etica della responsabilità''. Quindi, il via alle votazioni: in mattinata, nel giro di un'ora e mezza, il Senato ha bocciato i 1.609 emendamenti 'permissivi' all'articolo 1 depositati dai Radicali. Non senza polemiche da parte della senatrice Donatella Poretti: ''Abbiamo votato in così pochi minuti che chi ci ha seguito probabilmente non ha neanche capito cosa stava succedendo''. L'articolo 1 (sui principi generali) è approvato con voto segreto, un voto che ha confermato le divisioni interne al Pd registrando astensioni fra alcuni esponenti democratici. A favore hanno votato i gruppi del PdL, Lega Nord, Udc, mentre l'Italia dei Valori si è astenuta. I voti a favore sono stati 161, 95 contro e 30 astenuti. Sei gli emendamenti approvati all'articolo 1, di cui tre dell'opposizione (uno a firma Rutelli e due Gustavino). Via libera anche ad un emendamento di Domenico Nania (Pdl), che in pratica annulla la partecipazione del paziente alla identificazione delle cure, come invece previsto nel ddl Calabrò. In pratica, un emendamento per prevenire il rischio di contenziosi nei confronti dei medici. Passa inoltre l'emendamento Bianconi (Pdl), con il quale scompare dal testo di legge il riferimento all'accanimento terapeutico. Approvato anche l'articolo 2 del ddl, relativo al Consenso informato (148 i voti a favore, contro 95 e 18 gli astenuti). tra gli 11 emendamenti approvati all'articolo 2 (di cui 2 dell'opposizione), ottiene il pieno di voti quello a firma di Francesco Rutelli (263 sì ed 8 contrari) che riconosce, in sostanza, il diritto di parola ai minorenni nell'espressione del consenso informato alle terapie.

 

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