Stipendi, i medici incassano 66mila euro l'anno. Le novità dal fisco

Professione | Redazione DottNet | 17/06/2018 20:09

Garavaglia: si lavora su reddito di cittadinanza e flat tax. Semplificati redditometro e spesometro

redditi dei professionisti stanno subendo un incremento che coinvolge pressoché tutte le categorie, aumento che ha raggiunto l’8% stando alle rilevazioni pubblicate dal MEF relative alle dichiarazioni IRPEF delle Partite IVA e agli studi di settore per l’anno d’imposta 2016. Secondo il Ministero i medici sono al terzo posto dopo notai e farmacisti: con un reddito annuo di 66mila 600 euro i camici bianchi non se la passano male (i notai sono a quota 285mila 400 euro e i farmacisti a 121mila 300 euro), Per rimanere nel campo sanitario, gli odontoiatri portano a casa un reddito annuo pari a 52.500 euro.

Intanto il Governo lavora sul nuovo fisco: dare un segnale subito sul fronte fiscale, già entro l'estate, avviando il percorso che porterà alla flat tax per tutti e, se ci saranno i margini, lanciare anche la 'pace fiscale'. E' l'obiettivo annunciato dal viceministro dell'Economia Massimo Garavaglia che guarda alle piccole e piccolissime imprese, anche individuali, e punta a intervenire sul regime forfettario che oggi interessa i piccoli, dalle partite Iva ad artigiani e commercianti.

"Vogliamo iniziare a lavorare in tre fasi sia per il reddito di cittadinanza sia per la flat tax - spiega il neoviceministro in tv - qualcosa subito, qualcosa in legge di Bilancio e qualcosa con una prospettiva di legislatura". E se la sede per affrontare il tema sempre caldo delle pensioni, con la revisione della legge Fornero, sarà "di sicuro la legge di Bilancio", sul fronte del fisco qualcosa va fatto subito, e bisogna andare oltre le ulteriore semplificazione di spesometro, redditometro e studi di settore che dovrebbero trovare posto nel decreto ribattezzato 'dignità' di Luigi Di Maio. Ci potrebbe essere quindi un secondo decreto estivo che contenga appunto una correzione del regime forfettario che sostituisce Iva e Irap introdotto - e poi corretto - nel 2016, che prevede già una tassa piatta del 15% (al 5% per le start up per i primi 5 anni) per le partite Iva che non superino determinate soglie di ricavi e limiti di reddito a seconda dei settori (in linea generale dai 30mila ai 50mila euro).

L'idea, spiega Garavaglia, è proprio quella di "allargare modelli di sistemi forfettari per fatturati ridotti di pmi e partite Iva". Il Pd "che ci critica tanto", osserva peraltro l'esponente della Lega, "ha messo in piedi un sistema abbastanza ben fatto per le partite Iva", sistema che di fatto è appunto già di 'flat tax'. E di lì si può partire per "fare molto, già prima dell'estate, mi auguro entro agosto". Più complessa la questione della pace fiscale, pure annunciata da Garavaglia ma che ancora va approfondita sia per valutare bene il gettito potenziale, che sarebbe ben al di sotto dei 50 miliardi ipotizzati, sia per evitare che si sovrapponga alle due tranche di rottamazione delle cartelle ancora in corso (sabato scorso l'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha iniziato a rispondere ai 950mila contribuenti che hanno chiesto di aderire alla rottamazione bis).

In ogni caso, assicura Garavaglia, non si tratterà "assolutamente" di un condono. Nessuna tentazione quindi di cedere a vecchie formule come il condono tombale del 2003, che portò nelle casse dello Stato 34,1 miliardi. Sul fronte fiscale, comunque, con gli "amici 5 Stelle" si potrebbe invece tornare a ragionare di contante, anche se "come dice Di Maio, il tema non è nel contratto".

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