Iperattività, ancora polemiche sui farmaci

Redazione DottNet | 27/03/2009 19:35

farmaci medicina pediatria

Nuovo vespaio di polemiche contro i già molto discussi farmaci per trattare l'iperattività e deficit di attenzione (ADHD) dei bambini: nuovi dati dimostrano che dopo due anni di terapia i farmaci diventano inefficaci e che bloccano la crescita del bambino che li assume, in media 2,5 cm più basso dei coetanei.

E' quanto riferito dal Washington Post sulla base di uno studio pubblicato sul Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry dal gruppo di lavoro storico sull'Adhd, il Multimodal Treatment Study of Children With ADHD (MTA) che vede tra gli autori Benedetto Vitiello degli istituti nazionali di medicina mentale e William Pelham della State University of New York a Buffalo. Secondo gli esperti anche il primo grande studio fatto nel '99 su Adhd dimostrava questi effetti ma fu data enfasi solo ai vantaggi dei farmaci, insabbiando le notizie sugli aspetti negativi. L'Adhd è un disturbo del comportamento che rende difficile concentrarsi a scuola, distratti, inconcludenti e riguarda fino al 5% della popolazione infantile. Dei farmaci, a base di anfetamine, contro questo disturbo si parla in realtà in maniera controversa da anni, anche perchè in America sembra esserci un abuso di prescrizioni: un recente studio mostra che è più che triplicato dal 1993 ad oggi il consumo di farmaci per l'ADHD e la spesa è aumentata di nove volte tra 1993 and 2003. Uno su 25 bambini e adolescenti americani prende oggi questi farmaci. In passato un altro studio dimostrava un loro potenziale effetto allucinatorio, ora questa nuova indagine mostra che gli effetti dei trattamenti si esauriscono dopo 2 anni di terapia. Inoltre nei bambini che li assumono per molti mesi la crescita sembra bloccarsi; ridotta di quasi 3 centimetri rispetto ai coetanei che non prendono i farmaci. Questi medicamenti, quindi, potrebbero non solo essere inefficaci a lungo termine, ma anche dannosi.