Contro lo scompenso cardiaco occorre stimolare il nervo vago

Cardiologia | Redazione DottNet | 30/03/2009 19:54

La stimolazione del nervo vago migliora la funzione di pompa del cuore nei pazienti affetti da scompenso cardiaco.

Lo dimostra Uno studio clinico europeo, coordinato da Peter Schwartz, direttore della Cattedra di Cardiologia dell'Università di Pavia. Lo studio, presentato al 58/o congresso annuale dell' American College of Cardiology, di Orlando (Florida), basato su certezze già dimostrate nell'animale (dallo stesso Schwartz) ma mai prima d'ora sull'uomo, ha coinvolto 32 pazienti con scompenso cardiaco grave e condizioni cliniche stabili. A tutti è stato impiantato un sistema di stimolazione che rilascia impulsi elettrici, sincronizzati con la frequenza cardiaca, al nervo vago cervicale di destra, al fine di aumentare l'attività vagale diretta al cuore. Dopo sei mesi di trattamento, la 'frazione di eiezione' (EF), cioè il valore usato per misurare l'efficacia di pompa del cuore, è aumentata leggermente, ma in modo significativo, dal 22,5 al 26,6%. ''Abbiamo dimostrato - ha commentato Gaetano De Ferrari, dell' Unità coronarica del San Matteo di Pavia, coautore dello studio - che la stimolazione vagale cronica è fattibile, ben tollerata e sicura. A questo punto si rendono necessari studi di più ampie dimensioni che possano confermare questi risultati iniziali ottenuti per la prima volta nell'uomo''. ''Lo studio europeo rappresenta - ha detto Schwartz - non solo un'importante innovazione terapeutica che sembra aprire possibilità insperate per pazienti in fase avanzata di scompenso cardiaco, ma anche un grande successo della cardiologia italiana''.

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