Gli Omega 3 non hanno alcuna rilevanza per il cuore

Cardiologia | Redazione DottNet | 19/07/2018 18:11

Studio americano: crolla un altro mito sugli integratori a base di olio di pesce

 Crolla un altro mito sugli integratori. L'assunzione degli acidi grassi Omega 3 a base di olio di pesce ritenuti dagli esperti un 'salvacuore', dati alla mano non fanno nulla per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari, morti da infarto, eventi di malattie coronarie, ictus o irregolarità cardiache. Lo rileva un'ampia ricerca appena diffusa dalla Cochrane Library, iniziativa internazionale no-profit che valuta e diffonde informazioni su efficacia e sicurezza degli interventi sanitari.

Ampi studi avevano già riportato simili conclusioni ma la Cochrane Library ha analizzato 79 sperimentazioni randomizzate che hanno coinvolto 112.059 persone, ricontrollando tutti i dati per verificare l'assenza di parzialità o di errori sistematici. "Non abbiamo osservato - afferma il responsabile della ricerca della Cochrane, Lee Hooper - effetti protettivi. I ricercatori non sono stati in grado di dimostrare un chiaro beneficio clinico nei disturbi cardiaci".  Per ridurre il pesante carico delle malattie cardiache nei paesi occidentali i ricercatori hanno nutrito speranze molto alte nei grassi omega-3. Questi infatti svolgono un ruolo importante nel costruire le membrane delle nostre cellule, e i primi studi sembravano indicare la capacità di ridurre il colesterolo e di sanare le infiammazioni.

Neppure gli omega 3, dunque, probabilmente gli integratori più decantati per il loro possibile effetto positivo sulla salute, si sono salvati dalla 'scure' della scienza.    143 persone dovrebbero assumere supplementi per prevenire che una sviluppi aritmia, e mille dovrebbero aumentare il loro apporto giornaliero di queste sostanze per evitare una singola morte per malattia coronarica o un evento cardiovascolare grave.       Ad un risultato simile era arrivata un'altra metanalisi, stavolta condotta sui supplementi multivitaminici, anche questi molto di moda. L'analisi di 18 studi, per un totale di oltre 2 milioni di individui coinvolti e 12 anni in media di monitoraggio della loro salute, tra sperimentazioni cliniche vere e proprie e studi 'prospettici', è stata pubblicata sulla rivista "Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes".

  "Abbiamo valutato in modo meticoloso le evidenze scientifiche disponibili - spiega l'autore del lavoro, Joonseok Kim, della University of Alabama a Birmingham -. Non abbiamo trovato alcun beneficio nell'uso di multivitaminici e minerali per prevenire infarto, ictus e altre cause cardiovascolari di morte".  Gli studi che hanno sfatato i falsi miti sugli integratori non si fermano qui. C'è chi ha dimostrato ad esempio che gli integratori a base di antiossidanti non sono efficaci nell'aumentare la possibilità di concepire naturalmente.   Un'altra ricerca, pubblicata su Jama, ha visto che prendere vitamina D e calcio non preserva gli anziani da fratture.   Il settore, nonostante queste considerazioni, resta florido, con un fatturato per gli oltre 90mila tipi di integratori in commercio che supera i 30 miliardi per gli Usa e i 3 per l'Italia.

 

fonte: Cochrane Library, ansa

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