Specializzandi dell'ultimo anno al lavoro negli ospedali

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 03/08/2018 09:05

La proposta lanciata al ministro Grillo arriva dalle Regioni. Intanto mancano 600 milioni per i Lea

"Abbiamo chiesto come Regioni al Governo di consentire che gli specializzandi dell'ultimo anno siano inseriti nel sistema sanitario e che sia consentito inoltre alle strutture ospedaliere territoriali di assumere medici in possesso di laurea in medicina e chirurgia e pertanto abilitati". Lo rende noto Antonio Saitta, Coordinatore della Commissione Salute della conferenza delle Regioni, al termine di un incontro al Ministero della Salute a cui ha presenziato anche la ministra Giulia Grillo.

"Nell'apprezzare la convocazione dell'incontro e la partecipazione del ministro Giulia Grillo - dichiara Saitta - abbiamo di nuovo evidenziato che vanno deserti tanti concorsi indetti dalle regioni per le assunzioni di medici specialisti. Questo avviene soprattutto perché quei pochi che sono formati - 6.200 rispetto a un fabbisogno di 8.569 - scelgono di lavorare negli ospedali delle aree più urbanizzate. E si determinano così problemi sempre più seri nel garantire su tutto il territorio i servizi sanitari. Mancano anestesisti, pediatri, medici d'emergenza, ginecologi, tutto ciò ha già comportato la chiusura di qualche reparto e i problemi si acuiscono".

"Chiarito che la formazione degli specialisti non è una competenza delle Regioni ma è una competenza esclusiva dello Stato, bisogna comunque collaborare - ha aggiunto Saitta - per trovare insieme delle soluzioni. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza nazionale. Occorrono sicuramente più specialisti, ma servono anni per formarli, quindi nell'immediato bisogna dare subito delle risposte", ha concluso l'esponente della Conferenza delle Regioni.

"Per affrontare in concreto e in tempi brevi la carenza di medici che si registra un po' ovunque in Italia è necessario poter inserire nelle strutture sanitarie gli specializzandi dell'ultimo anno e consentire alle Regioni di assumere medici laureati e abilitati, ancorchè non specializzati. Dopo un incontro avuto con il Ministro Giulia Grillo assieme ai colleghi Gallera della Lombardia, Riccardi del Friuli Venezia Giulia e Viale della Liguria, credo siamo sulla buona strada. Il Veneto è già pronto a procedere", incalza l'assessore alla sanità della Regione Veneto, Luca Coletto.

"E' una posizione condivisa un po' da tutte le Regioni", aggiunge Coletto, definendo "opportuno l'intervento sulla questione fatto anche a livello di Coordinamento degli Assessori alla Sanità delle Regioni Italiane". "Il ministro Grillo Nel nostro incontro - spiega Coletto - ci ha dimostrato interesse e concretezza, dei quali la ringrazio. Ritengo che, una volta chiariti i necessari passaggi a livello tecnico, si possa passare all'azione. Come Veneto abbiamo inserito le problematiche del personale sanitario e della formazione nel pacchetto per l'autonomia che stiamo confrontando con il Ministro Stefani e contiamo quindi in prospettiva di poterci muovere come riteniamo più opportuno per la nostra sanità".

Grillo: mancano 600 milioni

Le risorse mancanti per l'entrata in vigore del nomenclatore tariffario previsto dai nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) sarebbero pari a circa 600 milioni di euro. E' quanto ha reso noto oggi il Ministro della Salute Giulia Grillo riportando d'attualità il tema delle cifre a copertura delle prestazioni essenziali per l'assistenza sanitaria ai cittadini e per il cosiddetto 'nomenclatore', il sistema tariffario previsto per erogare e rimborsare protesi ed ausili. La guerra di cifre ''sta nella sottostima - sottolinea il ministro - delle coperture necessarie su cui, già in passato, il Movimento 5 Stelle aveva posto l'attenzione. Noi, quando eravamo all'opposizione, avevamo già detto - ha ricordato - che c'erano delle incongruenze tra le coperture sbandierate e le coperture reali''.

''La mancata approvazione del nomenclatore delle prestazioni dell'assistenza specialistica ambulatoriale previsto dal decreto sui Lea - ha spiegato la Grillo - non può essere effettivo perché il decreto è fermo al ministero dell'Economia per una mancanza di coperture finanziarie, non di 40 milioni di euro, come qualcuno ha detto, ma di circa 600 milioni''. ''L'introduzione di protesi all'avanguardia al posto di quelle obsolete - ha aggiunto - o di prestazioni come la fecondazione assistita è bloccata per una mancanza di fondi che potrebbe essere più ampia di quanto finora noto''.

''L'intenzione di questo Governo - ha detto ancora il ministro - è di aumentare i fondi per il Servizio Sanitario Nazionale, ma abbiamo anche la necessità di coprire quello che non era stato coperto dalla scorsa legislatura a livello economico, tra cui le risorse mancanti per l'effettivo avvio dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza''. ''Quanto ai finanziamenti per la Sanità, ha sottolineato il ministro, "mi fa ridere chi dice che il nostro banco di prova sarà la prossima legge di Bilancio. È evidente che non potremo fare tutto nella prima finanziaria, né lo abbiamo mai detto. E' evidente - conclude il ministro - che saremmo stati degli stolti e sconsiderati se lo avessimo detto''.

Per i Lea, prestazioni e servizi che il Ssn deve garantire a tutti i cittadini, ogni anno il Comitato predispone un questionario per la valutazione del raggiungimento degli adempimenti. E proprio nel 2017, attesi da 15 anni, sono arrivati i nuovi Lea aggiornati. Il documento ha messo tra le nuove prestazioni garantite la fecondazione assistita eterologa ed omologa, i nuovi vaccini, lo screening alla nascita, l'esenzione dal ticket per endometriosi, i trattamenti per la celiachia e ulteriori malattie rare. E' entrato anche il trattamento dell'autismo e di malattie rare, e' stato rivisto l'elenco delle malattie croniche e invalidanti, con l'introduzione di 6 patologie esenti da ticket. Interventi anche sulla prevenzione con il recepimento del nuovo Piano Vaccinale che introduce nuovi vaccini. Attesissimo era anche l'aggiornamento del nomenclatore protesico fermo al 1999, che introduce negli elenchi dei dispositivi ausili informatici e di comunicazione come quelli per i malati di Sla, apparecchi acustici digitali e carrozzine a tecnologia avanzata. Nei nuovi Lea sono previsti anche i trattamenti contro la ludopatia e la terapia del dolore.

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