Slitta l'obbligo vaccinale, ma è scontro politico

Infettivologia | Redazione DottNet | 03/08/2018 22:32

Migliora la copertura, ma molte regioni sono sotto la soglia. Lorenzin: hanno vinto i no-vax

Slitta di dodici mesi, quindi all'anno scolastico 2019-20, l'obbligo vaccinale nella scuola d'infanzia e negli asili nido. Lo ha deciso l'Aula di Palazzo Madama votando a larga maggioranza - 149 favorevoli, 110 contrari, un solo astenuto - un emendamento della maggioranza al decreto Milleproroghe. Un voto che ha provocato la forte protesta delle opposizioni secondo cui questo rinvio "mette a rischio la salute degli italiani".

Ma che ha causato anche qualche tensione all'interno del fronte no-vax, tradizionalmente granitico, tra gli esponenti dei Cinque Stelle. La senatrice pentastellata Elena Fattori ha infatti votato contro l'emendamento dopo aver ricordato i bambini immunodepressi che oggi Iss definisce "a rischio di esclusione scolastica". Una presa di posizione che ha ragioni strettamente personali: "Rispetto la scelta del mio gruppo ma per mia storia personale, professionale e dolorosamente di madre - ha detto Fattori in Aula - non posso fare altro che dissociarmi dal mio gruppo e esprimere un indignato voto contrario".

Indignati e fortemente polemici i toni usati dalle opposizioni, a partire dalla secca condanna dell'ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che introdusse appunto quegli obblighi, oggi rinviati. "Di fatto - spiega Lorenzin - hanno vinto i no-vax e di fatto la legge sull'obbligo vaccinale per la frequenza della scuola è stata annullata: la conseguenza di ciò è ora il forte rischio di una diminuzione delle coperture vaccinali e di nuove epidemie per varie malattie". Secondo il senatore dem Davide Faraone, questo voto è di una "inaudita gravità".

"La maggioranza M5S-Lega - incalza Faraone - ha di fatto superato l'obbligo vaccinale, che tutti i più importanti scienziati avevano consigliato di adottare". Duro anche Lucio Malan di Forza Italia, secondo cui "rinviare di un anno l'obbligo di vaccino è una decisione molto pericolosa, che potrebbe avere un costo in vite umane". Contro queste critiche si schierano i senatori M5s della Commissione Sanità di Palazzo Madama. A loro giudizio si tratta di inutili polemiche perché "l'obbligo vaccinale non viene minimamente intaccato".

Infine, a incrementare il clima di scontro, una sorta di "giallo", su un presunto insulto pronunciato dalla vicepresidente del Senato, Paola Taverna, accusata dal senatore di Forza Italia Massimo Mallegni di aver concluso il suo intervento con un "vaffa" rivolto ai banchi dell'opposizione. "Ha mandato tutti noi a quel Paese - ha protestato Mallegni rivolgendosi alla Presidenza - Questo atteggiamento in quest'Aula non è accettabile". Alle grida che si sono levate "fuori, fuori", la presidente Elisabetta Casellati ha risposto: "Fuori mando soltanto io. Spero che il vicepresidente Taverna non abbia fatto questo, perché ha un ruolo istituzionale che non glielo consente".

Quindi, da buon arbitro, ha chiesto l'ausilio da parte della tecnologia, una sorta di Var d'Aula. "Quando finirà la seduta - ha poi aggiunto - siccome tutto quello che succede viene ripreso, vedremo il video e se è successo questo decideremo di conseguenza". Il voto finale del Senato al Milleproroghe, che contiene il rinvio dei vaccini, è atteso per lunedì quando il testo sarà licenziato per la Camera.

La copertura vaccinale in Italia

La copertura vaccinale, secondo gli ultimi dati disponibili, è migliorata in tutta Italia ma la metà della regioni è ancora sotto la soglia considerata di sicurezza. Per questo, afferma il direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità, Gianni Rezza, eliminare l'obbligo vaccinale per la frequenza del prossimo anno scolastico - come prevede il decreto Milleproroghe approvato oggi - può essere rischioso, soprattutto per i bambini immunodepressi più fragili che per motivi di salute non possono essere vaccinati.

  Secondo i dati, aggiornati a dicembre 2017, relativi ai primi 6 mesi dopo l'entrata in vigore della legge sull'obbligo vaccinale, la maggior parte delle regioni, 11 su 21, raggiunge l'obiettivo di immunizzare almeno il 95% dei nuovi nati con il vaccino esavalente, ovvero quello che protegge contro malattie gravissime come polio, difterite e tetano. Ma la copertura a livello nazionale resta leggermente al di sotto di questa soglia. Crescono complessivamente ancora di più le vaccinazioni contro il morbillo, di oltre il 4%, ma solo una regione, il Lazio, supera il 95% di bimbi immunizzati.

Si registra dunque un sensibile aumento per tutti i vaccini, sia per quelli obbligatori che non. In particolare la copertura contro la polio è aumentata del +1,21% rispetto al 2016 e si attesta al 94,5% a livello nazionale. Ma la metà delle regioni resta sotto la soglia di sicurezza del 95% di immunizzati, ovvero la soglia minima per proteggere dalla malattia anche chi il vaccino non può farlo per motivi di salute o di età. Inoltre, come conseguenza delle inadeguate coperture vaccinali nei confronti del morbillo, nel corso del 2017 il nostro Paese è stato interessato da una estesa epidemia di questa malattia, che può causare complicanze gravissime.

Il 2017, infatti, ha fatto registrare in Italia 5.000 casi di morbillo, di cui 300 tra operatori sanitari, e 4 decessi. Secondo la legge attuale, sono 10 le vaccinazioni obbligatorie per la frequenza scolastica: antipolio, antidifterica, antitetanica, antipertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo B, antimorbillo, antirosolia, antiparotite, antivaricella, antiepatite B. Il rinvio deciso con il Milleproroghe potrebbe ora determinare dei rischi, avverte però Rezza: "Sono migliaia, circa 10mila, anche se non c'è una stima precisa, i bambini italiani immunodepressi o con patologie e che, per questo, non possono essere vaccinati. Lo stop all'obbligo vaccinale per la frequenza nel prossimo anno scolastico a nidi e materne mette a rischio soprattutto loro, per il pericolo che altri bambini non vaccinati - conclude - possano divenire vettori di malattie per questa fascia più debole".

Intervista con Beatrice Lorenzin: vittoria dei no-vax

E' stata "di fatto una vittoria dei no-vax" con cui "si annulla la legge sull'obbligo vaccinale per la frequenza a scuola", e le conseguenze saranno "serie, a partire dai rischi per la salute dei bambini". L'ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che di quella legge è stata la convinta promotrice, critica duramente il via libera alla norma del decreto Milleproroghe che permette la frequenza a nidi e scuole dell'infanzia per il prossimo anno scolastico ai bambini non vaccinati.

"Di fatto - spiega Lorenzin - hanno vinto i no-vax e di fatto la legge sull'obbligo vaccinale per la frequenza della scuola è stata annullata: la conseguenza di ciò è ora il forte rischio di una diminuzione delle coperture vaccinali e di nuove epidemie per varie malattie". Nonostante infatti l'aumento delle coperture vaccinali nell'ultimo anno, "continuano ad esempio i ricoveri per morbillo e l'epidemia non è finita". Il messaggio è chiaro: "Abbassare la guardia ora è rischiosissimo ed è da irresponsabili - avverte l'ex ministro - non considerare la situazione delle migliaia di bambini immunodepressi o con patologie che non possono essere vaccinati e la cui salute potrà essere a rischio a causa della frequenza scolastica insieme a bambini non vaccinati che potrebbero trasmettere loro varie patologie. Non c'è infatti, ad oggi, alcuna certezza circa la formazione delle classi. C'è quindi un pericolo per la loro salute".

Una decisione, quella presa con il Milleproroghe, che secondo Lorenzin mette inoltre a rischio i buoni risultati sinora raggiunti: "In un anno di legge sull'obbligo - afferma - sono stati raggiunti risultati straordinari con l'aumento delle coperture vaccinali per il morbillo e altre malattie ma, con questo stop alla legge, rischiano ora di essere vanificati". L'obbligo, sottolinea, "non è un mantra ma uno strumento e la legge ne prevede una revisione triennale proprio per consolidare i risultati raggiunti". Insomma, chiarisce, "oggi si dimostra come si siano sposate totalmente le richieste dei no-vax che però, va ricordato, rappresentano una esigua minoranza della popolazione italiana. E' una cosa gravissima, perchè in questo modo l'Italia disconosce il valore della scienza e del metodo scientifico, ma la cosa più grave è che così si mettono a rischio le nuove generazioni".

  Dura anche la critica alla posizione del ministro della Salute Giulia Grillo: "Se la posizione del ministro sui vaccini è davvero questa, avrebbe allora dovuto fare un decreto mettendoci la faccia, così come ho fatto io. In commissione Affari costituzionali - commenta - è stato fatto un blitz presentando degli emendamenti su un tema di salute pubblica fondamentale, senza alcuna discussione. C'è una grave deresponsabilizzazione del ministro della Salute".

  Un riferimento, infine, alla tragica notizia di ieri relativa alla morte di due neonate a causa della pertosse, contro la quale le rispettive madri non erano vaccinate. Un evento, secondo Lorenzin, "tristemente indicativo": "Cosa deve accadere di più in questo Paese - è l'amara conclusione dell'ex ministro - prima che ci si renda conto di quanto la garanzia delle coperture vaccinali sia fondamentale?".

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