Pubblicato lo studio Syntax: by-pass batte PTCA nei pazienti affetti da aterosclerosi trivasale

Redazione DottNet | 01/04/2009 12:35

Lo studio Syntax è un altro studio di comparazione tra due tecniche di rivascolarizzazione miocardica nemiche. Negli ultimi anni l'aumento esponenziale delle procedure di angioplastica e l'introduzione degli stent medicati, presentati inizialmente come la panacea di tutti i mali, hanno acuito una certa “rivalità” tra cardiologi ed interventisti e cardiochirurghi. La battaglie tra i due schieramenti si sono spesso consumate all'interno dei singoli ospedali e nelle aule di congressi specializzati con alterni risultati.

Lo studio Syntax si può considerare la madre di tutte le battaglie che ha dato dei risultati molto interessanti e non del tutto definitivi, come si potrebbe erroneamente pensare. Sono stati inclusi 1800 pazienti con aterosclerosi trivasale o coinvolgimento del tronco comune e caratteristiche cliniche simili.
Questi pazienti venivano classificati come operabili o trattabili con PTCA e poi randomizzati al trattamento chirurgico o interventistico solo se avevano possibilità di essere trattati con entrambe le tecniche. Lo studio Syntax è sopratutto uno studio di collaborazione tra cardiologi e cardiochirurghi e questo è di per sé già un risultato. Infatti lo studio clinico è stato disegnato, condotto ed analizzato da cardiologi e da cardiochirurghi. I pazienti candidati alla rivascolarizzazione erano valutati da un team comune di medici e chirurghi tenendo conto delle comuni variabili cliniche, ma questa volta anche delle caratteristiche anatomiche delle singole lesioni da trattare. Per uniformare il più possibile le popolazioni di pazienti randomizzati è stato creato uno strumento “ad hoc”, il Syntax Score, il primo score che può essere applicato sia a pazienti “chirurgici” che a pazienti da PTCA. Lo studio avrà un follow up più lungo intanto sono stati pubblicati i risultati in questo anno su New England Journal che ha concesso l'accesso gratuito al lavoro intero. La superiorità della chirurgia appare netta con una riduzione di eventi avversi ad un anno 17% vs 12%. Tra gli eventi avversi nel gruppo di pazienti trattati con PTCA spicca la necessità di effettuare una seconda procedura (non sempre un evento drammatico) mentre nel gruppo dei pazienti trattati con rivascolarizzazione chirurgica notiamo il 2% di stroke. E' evidente inoltre che i pazienti inclusi nello studio erano effettivamente pazienti con lesioni multiple e spesso complesse (tronco comune, lesioni lunghe, biforcazioni) ed era lecito attendersi risultati meno positivi per la PTCA. Anzi, tutto sommato la PTCA si è difesa bene e per questo la vittoria del by pass, ad una lettura più attenta, non appare così schiacciante e definitiva. Infatti per pazienti con lesioni meno complesse i risultati potrebbero essere più favorevoli alla PTCA. Le conclusioni dello studio sono però categoriche: il “gold standard” per la rivascolarizzazione dei pazienti affetti da coronaropatia trivasale è l'intervento cardiochirurgico.


Abstract
 

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato