Inquinamento nemico del cuore, più rischi infarto

Cardiologia | Redazione DottNet | 01/04/2009 12:51

L'aria avvelenata non toglie solo il respiro, ma fa anche male al cuore e fa schizzare in alto la
pressione. Si moltiplicano, infatti, a livello scientifico le prove che un particolare tipo di smog sia associato all'aumento degli infarti e delle morti cardiovascolari.

 

Il quadro emerge da un'analisi condotta da Robert Brook dell'University of Michigan e da alcuni colleghi americani dell'Università di Louisville, che in questi giorni hanno organizzato un simposio su questi temi all'interno della conferenza 'Experimental Biology' di New Orleans (Usa).
In particolare, riferiscono gli esperti, uno studio condotto in sei città degli Stati Uniti ha rivelato che le persone muoiono prima se vivono in località 'afflitte' dall'inquinamento. E che la maggioranza di questi decessi è dovuto a cardiopatie. Inoltre, uno studio mondiale in 250 aree metropolitane mostra che i picchi di smog sono correlati all'aumento dei decessi per attacco cardiaco. Un'altra ricerca, condotta a Salt Lake City, ha mostrato che quando la vicina acciaieria è stata chiusa per alcuni mesi c'è stato un calo nella mortalità del 4-6% nella cittadina. Ma i tassi sono tornati alla normalità quando la fabbrica ha riaperto.
Il punto non è, dunque, capire se lo smog 'avvelena' in cuore. Ma identificare gli inquinanti più pericolosi. I ricercatori si sono concentrati sulle particelle microscopiche, quelle che possono penetrare nei polmoni e trovare una strada per arrivare nel flusso di sangue.

 

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