Antiartrite complicano fusione Merck-Schering

Redazione DottNet | 02/04/2009 14:55

Due farmaci anti-artrite reumatoide potrebbero ostacolare la buona riuscita della fusione miliardaria fra Merck&Co. e Schering-Plough: la domanda è se a Merck sarà consentito di ereditare i diritti mondiali su Remicade* (infliximab), blockbuster da due miliardi di vendite l'anno, e sul nuovo golimumab.
 

Schering-Plough aveva infatti acquistato anni fa i diritti fuori dagli Usa su questi due medicinali da Johnson & Johnson, che commercializza Remicade* negli Stati Uniti. Il problema è proprio l'affare stretto fra le due aziende, che di certo non prevede l'entrata in gioco di una terza controparte, quella di Merck. "Pensiamo che i diritti su Remicade* e golimumab siano fuori dall'accordo fra Schering-Plough e Merck" sottolinea il Chief Financial Officer dell'azienda con base a Whitehouse Station, Peter Kellogg, gettando acqua sul fuoco. Tanto più che Schering non perderà alcun potere di controllo, dato che "sarà lei e non Merck - aggiunge Kellog - che provvederà a creare un comitato direttivo ad hoc per l'azienda che risulterà dalla fusione, e che comprenderà tre membri dell'una e tre dell'altra azienda". Secondo l'analista di Sanford Bernstein Tim Anderson, non ci sono altri grandi impedimenti alla fusione, anche se J&J potrebbe teoricamente fare la propria offerta per Schering-Plough. Ogni eventuale controversia sui due anti-artrite, fa sapere Merck, sarà comunque risolta attraverso un arbitrato.


 

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