Anelli: 'Non vada in frantumi un Servizio sanitario che tutto il mondo ci invidia'

Fnomceo | FNOMCeO | 21/09/2018 11:46

Così Filippo Anelli, Fnomceo: “Il Ministro Grillo vigili perché il nostro Servizio Sanitario Nazionale non sia fatto a pezzi”

Chiediamo l’intervento del Ministro della Salute Giulia Grillo per sventare ogni possibile tentativo di smantellare il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Siamo in partenza per Venezia, per festeggiare, sabato e domenica, i quarant’anni dalla sua istituzione. Non vorremmo dover celebrare, al posto di un compleanno, un funerale”.

È preoccupato Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, dalle dichiarazioni del Ministro per gli Affari Regionali e le autonomie Erika Stefani - rilasciate in Audizione davanti alle commissioni riunite Affari costituzionali di Camera e Senato e in interviste ad organi di Stampa - secondo le quali sarebbe pronto per essere presentato entro ottobre in Consiglio dei Ministri un disegno di Legge per conferire alle Regioni che ne facciano richiesta autonomie sulle materie di competenza. Tra queste, per molte Regioni, ci sarebbe la Sanità.

Non abbiamo ovviamente ancora letto il testo del progetto di legge sul cosiddetto ‘regionalismo differenziato’ – soggiunge Anelli – ma possiamo anticipare alcune riflessioni su quanto dichiarato dal Ministro Stefani”.

La Legge 833 del 1978 ha sancito la nascita del nostro Servizio Sanitario Nazionale, fondandolo su alcuni principi fondamentali, tra cui l’universalismo e la solidarietà – spiega -. Ciò significa che a tutti i cittadini va garantita la Salute nello stesso modo, negli stessi termini, con uguali diritti, in ossequio agli articoli 3 e 32 della nostra Costituzione. E vuol dire anche che se un cittadino, o una Regione, si trovano in difficoltà, gli altri cittadini, le altre Regioni devono adoperarsi per aiutarli. Un sistema, dunque, concepito come organico, flessibile, solidaristico”.

Orbene – ipotizza – nel momento in cui le Regioni fossero completamente autonome, questa flessibilità verrebbe meno. Il Ministro Stefani ha infatti dichiarato che la riforma si farà senza ‘alcun aggravio sulla finanza pubblica: tutto sarà declinato in base al costo storico dello Stato regionalizzato per le materie trasferite’. Ma cosa significa questo? Che ogni Regione si organizzerà secondo i suoi bilanci ma, se un’altra Regione dovesse essere in difficoltà, il sistema, diventato rigido e a comparti stagni, non sarebbe più solidaristico e collasserebbe”.

Solo pochi mesi fa la Cimo, uno dei più grandi Sindacati medici, ha lanciato una proposta: il passaggio di tutto il personale della sanità alle dirette dipendenze del Ministero della Salute – aggiunge ancora Anelliper dare uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale. E noi vogliamo creare disuguaglianze tra i nostri pazienti, tra i nostri cittadini?”.

Diciamolo a chiare lettere: il trasferimento di competenze, se condotto in maniera così netta - lo definirei quasi uno scippo – confligge con la visione unitaria del servizio Sanitario Nazionale, e con gli articoli 3 e 32 della Costituzione. La Costituzione non si può applicare a pezzi! Per questo chiediamo, sul tema che più di ogni altro le compete, la Salute di tutti i cittadini, un intervento forte del Ministro Grillo, perché non vada in frantumi un Servizio sanitario che tutto il mondo ci invidia”.

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