Proclamato lo stato di agitazione: medici in sciopero a ottobre

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 27/09/2018 22:37

Contratto fermo dal 2010. Grillo: per il 2019 chiederò un miliardo in più

I sindacati dei medici del Ssn hanno proclamato lo stato di agitazione, annunciando per ottobre una o più giornate di sciopero, una manifestazione e sit-in. La situazione è infatti definita "preoccupante" dalle confederazioni, che hanno dunque deciso di interrompere le trattative per il contratto ricordando che per garantirne il rinnovo servono 500 milioni di euro, che erano già stati previsti e inseriti nella Finanziaria dello scorso anno.

Ma la replica del ministro non si è fatta attendere: "Mi sto battendo per avere più risorse possibili per la sanità pubblica". In vista della definizione della manovra finanziaria 2018, il ministro della Salute, Giulia Grillo, parte all'attacco per la salvaguardia del Sistema sanitario nazionale e, fugando i timori su eventuali tagli, annuncia un 'paletto' imprescindibile: "Per l'anno 2019, il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario standard a cui concorre lo Stato sarà incrementato di un miliardo rispetto alle disponibilità del 2018". La richiesta del ministro, nell'ambito della manovra, sarà dunque che il finanziamento del Fondo sanitario nazionale per il 2019 non sia inferiore a 115 miliardi di euro - come previsto dalle precedenti leggi di bilancio - ossia un miliardo in più rispetto al finanziamento per il 2018 pari a circa 114 miliardi di euro.

Finanziamenti indispensabili anche considerando la situazione critica per il rinnovo del contratto dei medici, atteso dal 2010. Infatti, ha ricordato il ministro, "la legge di stabilità per il 2017 aveva previsto, nell'ambito del Fondo Sanitario Nazionale, il vincolo delle risorse necessarie a garantire il rinnovo dei contratti riguardanti il personale dipendente e convenzionato con il Servizio sanitario nazionale Ssn, senza tuttavia prevedere a tale scopo un incremento dello stesso Fondo. Pertanto, in sede di rinnovo dei contratti è emersa l'insufficienza delle risorse per poter garantire i benefici contrattuali". Ecco perché, ha assicurato, "rinnovo il mio impegno a verificare, nell'ambito della prossima manovra finanziaria, la possibilità di individuare le risorse necessarie sia al riconoscimento dei benefici contrattuali sia ai fabbisogni per le assunzioni, anche in considerazione della 'fuga' dei professionisti dal Ssn che si è registrata negli ultimi anni".

In gioco, come ha più volte rimarcato la titolare della salute, è, insomma, un Servizio sanitario che si dimostra ad oggi "tra i migliori al mondo": "Quello che abbiamo - ha affermato Grillo - non è scontato; il nostro Servizio sanitario nazionale è un grandissimo patrimonio di civiltà e di progresso che non è politicizzabile. Garantisce le cure a tutti, mentre in in paesi come gli Usa il cittadino che non può pagarsi cure e terapie è costretto a rinunciarvi". Per questo, ha assicurato, "mi batterò per salvaguardarlo".

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