La manovra punto per punto: dalle pensioni ai ticket sanità

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 05/10/2018 21:06

Potrebbero tornare ad aumentare gli acconti delle imposte sui redditi, arrivando a superare il 100%

Reddito e pensioni di cittadinanza, revisione della Fornero, compresi possibili ritocchi per le pensioni di vecchiaia: con la nota di aggiornamento al Def prende forma la prossima legge di Bilancio, che resta comunque tutta da scrivere e che sarà accompagnata da un pacchetto di 12 disegni di legge collegati e da un decreto sulla pace fiscale con l'obiettivo di chiudere le liti per garantire la ripresa della riscossione. Confermata la sterilizzazione degli aumenti dell'Iva, totale per il 2019 e parziale per gli anni a venire, coprendoli in parte anche con tagli di spesa che nel 2019 finanzieranno la manovra per circa 3,6 miliardi. Ecco alcune misure che dovrebbero essere inserite in manovra: -

ARRIVANO REDDITO E PENSIONE DI CITTADINANZA. Sono 9 i miliardi a disposizione, a cui si aggiunge 1 miliardo per i centri per l'impiego. Le coperture arrivano in parte dai fondi del Reddito di inclusione. L'ipotesi è che parta al più tardi ad aprile. L'importo massimo sarà di 780 euro, a scalare, e verrà dato anche a chi ha casa. Ancora allo studio la durata ma nel caso di assunzione prima della scadenza, l'importo dell'assegno potrebbe trasformarsi in incentivo a favore dell'azienda. La pensione di cittadinanza sarà modulata tenendo conto della situazione familiare, anche con riferimento alla presenza di persone con disabilità o non autosufficienti. -

FORNERO, SI CAMBIA. Il governo è pronto a stanziare 7 miliardi per cambiare le regole per andare in pensione: a inizio 2019 verrà introdotta 'Quota 100', vale a dire l'uscita dal lavoro con un'età minima di 62 anni e 38 anni di contributi. -

PENSIONE VECCHIAIA, A STUDIO STOP ASPETTATIVA. Allo studio anche la possibilità di bloccare l'aumento di cinque mesi dell'età l'accesso alla pensione di vecchiaia che dovrebbe scattare nel 2019. -

ECOBONUS PER SEMPRE. Gli incentivi verdi per le ristrutturazioni di abitazioni e edifici potrebbero essere resi stabili. -

CONTRATTI P.A, NODO RINNOVO. I sindacati lanciano l'allarme: mancano le risorse per il rinnovo dei contratti ma anche per finanziare le assunzioni e fare investimenti. -

OK FLAT TAX PMI, VIA IRI E ACE. Per finanziare la flat tax per le pmi e gli autonomi, viene cancellata l'imposta sul reddito imprenditoriale (Iri) che doveva entrare in vigore nel 2019. Stop anche all'Ace, l'aiuto alla crescita economica. -

DETRAZIONI E ACCONTI. Previsti aumenti degli acconti delle imposte sui redditi e tagli degli sconti fiscali. Nel recente passato gli acconti, ora al 98% per l'Irpef e al 100% per l'Ires, erano stati aumentati: nel 2013 al 100% per l'Irpef, al 101% per l'Ires e al 110% per l'Irap, con un maggior gettito stimato a 2,6 miliardi dalla Cgia di Mestre. -

TICKET SANITA'. Spunta la possibilità di un taglio dei superticket, "per intero o la maggior parte", dice la ministra della Salute Giulia Grillo. -

PACCHETTO FAMIGLIA, ANCHE REVISIONE ISEE. Più asili nido e strutture per l'infanzia: sono alcuni degli impegni previsti accanto a una nuova "razionalizzazione" dell'Isee. Spazio anche all'idea di rafforzare i voucher per i servizi alla persona. -

PIÙ RISORSE A FONDO NON AUTOSUFFICIENZA E 'DOPO DI NOI'. Più risorse per la non autosufficienza", per il diritto al lavoro dei disabili e al fondo 'dopo di noi' per l'assistenza delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. -

NUOVE NORME CONCESSIONARIE PER RIEQUILIBRIO CANONI. l'obiettivo è quello di assicurare "congrui livelli di investimento e un riequilibrio del regime dei canoni" per le società partecipate o titolari di concessioni pubbliche. - PMI. Si punta a rafforzare il Fondo di garanzia e la sezione speciale dedicata alla micro-imprenditorialità. Verso la riconferma iper e super ammortamento del piano Impresa 4.0. -

VIA AUTO BENZINA-DIESEL, BONUS PER VEICOLI VERDI. Combattere le emissioni inquinanti: il governo è pronto a promuovere anche la creazione di una rete di supporto per le ricariche e si valuterà la possibilità di introdurre contributi pubblici all'acquisto di veicoli ibridi ed elettrici. -

EQUO COMPENSO E VOUCHER. Si pensa a estendere l'equo compenso per contrastare il precariato e a una estensione delle norme sul lavoro accessorio per baby sitter e stagionali. -

STOP AIUTI A CHI DELOCALIZZA. Pronta una ulteriore stretta contro le imprese italiane che traslocano la propria attività in Paesi esteri e non mantengono i livelli occupazionali nei siti produttivi per i quali hanno usufruito degli incentivi. -

FLAT TAX FAMIGLIE SI' MA NON SUBITO. resta una promessa per gli anni a venire la flat tax generalizzata, che sarà legata ad una revisione delle tax expenditures. - -

NO TAX AREA PER STUDENTI. Si punta ad allargare la platea degli universitari esonerati dal pagamento delle tasse.

Le incognite della manovra

La legge di bilancio 2018 si preannuncia una maxi manovra da 35-40 miliardi. Una cifra quasi doppia rispetto a quelle degli ultimi anni, ma che - nelle intenzioni del governo - sarà necessaria per rilanciare la crescita economica e ridurre progressivamente, fino ad annullarlo, il differenziale con l'Europa. Investimenti, sostegno al reddito, politiche a favore delle imprese consentiranno di spingere sull'acceleratore del Pil, ma trovare le risorse per garantire tutto il pacchetto non c'è solo la crescita del deficit, che mette in allarme l'Europa già pronta a mandare un primo avviso sul mancato rispetto delle regole.

Per far quadrare i conti bisognerà anche tirare la cinghia su altri fronti, a partire dai tagli di spesa, nei ministeri e non solo, e da una nuova, inaspettata, stretta fiscale: dalla cancellazione di incentivi all'aumento degli acconti delle imposte sui redditi. Per il governo inizia ora una doppia sfida. Da una parte c'è la messa a punto della manovra, che richiede equilibrio tra le due anime del governo, dall'altra il confronto con l'Europa che certo non nasconde preoccupazione. Poche ore dopo aver ricevuto il testo delle previsioni ha deciso di inviare una lettera al governo per richiamare il rispetto delle regole.

"Sono ottimista", dice il ministro dell'Economia, Giovanni Tria che si dice convinto che si aprirà un "confronto costruttivo". Anche perchè "i deficit fanno parte degli strumenti di politica economica consentiti dalla prassi". Ma appunto non ci sarà solo il deficit. Almeno questo racconta la Nota di aggiornamento al Def. La lista delle coperture previste per reddito di cittadinanza, revisione della Fornero, flat tax sugli autonomi e Ires agevolata sugli utili reinvestiti è scritta nero su bianco. "Si opereranno tagli alle spese dei ministeri e altre revisioni di spesa per circa lo 0,2% del Pil", si legge.

In pratica una nuova ondata di spending da 3,6 miliardi di euro. Saranno cancellate l'Iri, in vigore dal primo gennaio, il cui costo si aggira sui 2 miliardi di euro, e l'Ace, l'Aiuto alla crescita economica di montiana memoria, oggi sfruttato da banche e imprese per circa un miliardo. In più, come già sperimentato nel 2013, potrebbero tornare ad aumentare gli acconti delle imposte sui redditi, arrivando a superare il 100%, e potrebbe essere rivista anche qualche spesa fiscale. "Ulteriori aumenti di gettito proverranno da modifiche di regimi agevolativi, detrazioni fiscali e percentuali di acconto d'imposta", specifica il Documento trasmesso ieri in Parlamento.

Il percorso di riduzione delle aliquote Irpef, da 5 a 2 a fine legislatura, inserito in una prima bozza della Nota, è peraltro scomparso nella versione definitiva, lasciando spazio ad una molto più vaga flat tax sulle famiglie. Quanto basta per scatenare la reazione delle opposizioni. "Più tasse per tutti. La pressione fiscale secondo il Def presentato da Lega e Cinque Stelle l'anno prossimo aumenterà. Capolavoro", commenta il segretario del Pd Maurizio Martina, definendo la manovra semplicemente ingiusta.

Anche per Silvio Berlusconi i tagli di tasse non si vedono affatto, così come non si vedono, nonostante l'insistenza di Luigi Di Maio sugli effetti occupazionali del reddito di cittadinanza, misure per dare lavoro ai giovani. L'allarme però è anche quello dei sindacati e riguarda il pubblico impiego. Nel Documento non viene fatto alcun accenno al rinnovo del contratto dei 3,2 milioni di dipendenti pubblici in scadenza a fine anno. L'intenzione sarebbe, secondo quanto si apprende, quella di garantire solo l'indennità di vacanza contrattuale, sancita per legge, paventando il rischio di un nuovo blocco della contrattazione.

La vacanza varrebbe circa 500 milioni, mentre il rinnovo dei contratti per lo scorso triennio è costato complessivamente, tra statali, scuola, sanità, enti locali e gli altri comparti, 5 miliardi di euro. Il giudizio più atteso, oltre a quello dei mercati che oggi si sono mossi poco sullo spread, rimasto poco sopra a 280 punti base, è però quello dell'Europa. Le voci che si susseguono in queste ore lasciano presagire una bocciatura quasi immediata, preannunciata dalle parole del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker: "spero che Matteo Salvini non finisca mai nella situazione di dover raccogliere un mucchio di macerie", ha detto, scatenando immediatamente l'ennesima reazione del vicepremier italiano. "Le uniche macerie che dovrò raccogliere - ha ribattuto - sono quelle del bel sogno europeo distrutto da gente come Juncker".

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