Lombardia: indagine Cisl, 1 medico su 2 a disagio nei panni di manager

Redazione DottNet | 07/04/2009 13:45

Un medico sommerso dalle pratiche burocratiche e con poco tempo da dedicare agli ammalati. E' questa l'immagine del medico pubblico lombardo che emerge dall'indagine condotta dall'istituto ricerche Swg, per conto del sindacato Cisl medici della Lombardia. Lo studio, presentato a Sesto San Giovanni in occasione del II Congresso regionale dell'organizzazione, evidenzia in particolare il disagio dei camici bianchi per la funzione amministrativa attribuita ai medici.
 

Più della metà dei medici dichiara infatti che la nuova funzione manageriale ha avuto ripercussioni negative sulla propria attività clinica. E ancora: il 34% dei medici non si sente adeguato ad essere manager e il 10% di questi afferma di non sentirsi "per nulla idoneo".
La nuova funzione amministrativa, oltre a produrre, secondo i risultati dell'indagine, "un senso di svilimento della professione medica", sembra allungare i tempi di entrambi i percorsi - medico e 'manageriale' - aumentando il carico lavorativo. L'indagine ha riguardato 400 medici della sanità pubblica, dipendenti di ospedali e Asl della Lombardia. Un campione composto per il 62% da maschi e per il 38% da femmine, in gran parte di età compresa tra i 45 e i 54 anni. L'obiettivo - spiegano i ricercatori in una nota - era quello di raccogliere dalla viva voce dei sanitari lo stato d'animo e il giudizio sul processo di 'managerizzazione' che li riguarda, oltre che sulle difficoltà di coniugare le nuove mansioni richieste nel contesto del proprio lavoro con l'attività clinica e il rapporto con il paziente. Risultato: il 55% dei medici ritiene che i mutamenti introdotti nella funzione medica abbiano peggiorato la condizione complessiva.
Ciò non significa che i medici si oppongono ai processi di razionalizzazione della spesa e di responsabilizzazione sui risultati, ha precisato il segretario generale della Cisl medici della Lombardia, Arturo Bergonzi. I medici, secondo l'indagine, starebbero assolvendo ad una sorta di funzione 'cuscinetto', collocandosi tra le richieste di controllo e razionalizzazione sempre più pressanti delle direzioni e le esigenze di pazienti sempre più consapevoli.