Il futuro sarà con la chirurgia robotica

Redazione DottNet | 07/04/2009 13:48

chirurgia oncologia tumori urologia

''Coniuga la minima invasività col massimo risultato: diventerà una tecnica chirurgica universale''. Non lesina parole di entusiasmo Umberto Veronesi rispondendo ai giornalisti sulla chirurgia laparoscopica robot-assistita, protagonista a Orlando (Florida) e a Milano del IV Congresso Mondiale di Chirurgia Robotica Urologica.

 Proprio un accordo siglato il mese scorso con il Florida Hospital di Orlando ha avuto come primo effetto la partecipazione dell'Ieo, unico Centro in Europa, al congresso americano in diretta intercontinentale via Internet. Erano oltre 100 i chirurghi italiani ad assistere in diretta da Milano all'intervento di Vipul Patel, colui che ha trattato con tecnica robotica il maggior numero al mondo di casi di tumore prostatico (3.000 dal 2002), raggiungendo la massima velocità di esecuzione (1 ora e 15) e la massima efficacia. In sala operatoria a Orlando c'era anche Bernardo Rocco dell' Ieo, in Florida per un periodo di training. L'Ieo, dal canto suo, è il Centro oncologico italiano che vanta il maggior numero di interventi di questo tipo: 827, di cui 300 in urologia e gli altri in ginecologia, chirurgia generale e toracica. Dispone di due robot 'Da Vinci' per la clinica, mentre un terzo robot (costano 2 milioni l'uno) è stato recentemente acquistato per la didattica. Dal confronto fra la tecnica robot-assistita e quella tradizionale, su 120 interventi la prima ne esce vincitrice, con grande riduzione (dati in pubblicazione) di effetti collaterali: recupero della continenza urinaria nel 70% dei casi a 3 mesi dall' intervento e vicina al 100% dopo un anno (contro il 63% e l' 88%); recupero della potenza sessuale del 31% a 3 mesi e del 61% a un anno (contro 18% e 41%). ''L'esperienza del chirurgo - commenta Veronesi - serve a conoscere meglio la biologia dei tumori, a eseguire l' intervento con buona radicalità e attenzione ai linfonodi. La tecnologia robotica porta interventi brevi, meno dolore, meno perdita di sangue, meno infiammazione, meno degenza''.