'Pancetta' sotto accusa, studio italiano conferma

Redazione DottNet | 04/08/2008 11:33

Quasi il 45% è obeso e la stragrande maggioranza è comunque in sovrappeso. E in due casi su tre (circa il 70%) il grasso in eccesso è tutto concentrato sul girovita.

Questo l'identikit dell'italiano malato di diabete, emerso dallo studio 'Promise-Dia' condotto su quasi 1.400 pazienti assistiti in 36 centri specialistici della Penisola. La ricerca, sostenuta da Sanofi-Aventis e presentata a Milano, conferma dunque lo stretto legame fra diabete di tipo 2 (il più diffuso) e obesità addominale: in particolare con il grasso viscerale, che riveste gli organi circostanti e che "insudicia arterie e capillari aumentando il rischio di infarto e ictus", avverte Riccardo Vigneri, past president della Società italiana di diabetologia (Sid) e della Società italiana di endocrinologia (Sie).
"I risultati della ricerca - spiega l'esperto - dimostrano che la valutazione del tessuto adiposo intraddominale permette di superare il valore dell'obesità generale, misurata dall'indice di massa corporea Bmi (Body mass index)". In altre parole, l''arma' davvero indispensabile allo specialista per garantire al suo paziente una terapia più efficace è il centimetro. Metro alla mano, quando il girovita supera gli 80 centimetri nella donna e i 94 nell'uomo (livelli soglia fissati dalle società scientifiche internazionali per la razza caucasica), è allarme rosso per cuore e vasi. E i dati emersi dallo studio sono preoccupanti: "Il 68,6% degli italiani con diabete di tipo 2, che rappresenta il 90% di tutte le forme di malattia - ricorda il medico - presenta obesità addominale. Una condizione ancora più diffusa nelle femmine (91%), in cui il diabete aumenta il rischio cardiovascolare più che nei maschi". E ancora: "L'86% dei pazienti mostra sindrome metabolica", ossia un mix di pressione alta, chili di troppo e alterati livelli di zuccheri e grassi nel sangue. Infine, "il 55,2% ha l'emoglobina glicata sopra il limite del 7%". Segno che "in presenza di obesità addominale, a parità di trattamento è più difficile ottenere un buon controllo del diabete", precisa Vigneri.