Spina bifida, al San Raffaele primo caso di ricostruzione in utero

Ginecologia | Redazione DottNet | 18/10/2018 14:21

A Milano tecnica mai utilizzata prima in Europa

Riuscito con successo il delicato intervento di correzione completa neurochirurgica della spina bifida fetale in utero con una tecnica mai utilizzata prima in Europa. La complessa operazione è stata eseguita da un'équipe di ginecologi e neurochirurghi dell'Irccs Ospedale San Raffaele di Milano. L'intervento (coordinato da Massimo Candiani, primario di Ginecologia e Ostetricia, e da Pietro Mortini, primario di Neurochirurgia), durato poco più di due ore, è stato condotto con una tecnica a ridotta invasività per minimizzare la possibilità di traumi all'utero e garantire un'esposizione minima del feto, che rimane costantemente protetto dal calore materno.

Gli specialisti, entrando nel sacco amniotico attraverso un'unica e piccola incisione dell'utero, hanno esposto il dorso fetale con la malformazione ed eseguito la correzione totale, riparando con avanzati strumenti di micro-neurochirurgia le strutture anatomiche che non si erano congiunte a causa del difetto congenito. La madre, una donna italiana alla 22ma settimana di gestazione, sta bene ed è stata già dimessa dall'ospedale. Sarà costantemente seguita e monitorata fino al momento del parto. La malformazione era stata diagnosticata alle 19ma settimana di gestazione attraverso un'ecografia ostetrica e Rmn del feto. "Questo eccezionale intervento è un traguardo importante nel campo della terapia fetale perché permette migliori opportunità di cura rispetto ai risultati che oggi si possono ottenere con le terapie effettuate in epoca neonatale - ha spiegato Candiani - questa scelta terapeutica, non sperimentale e supportata da solide basi scientifiche, è un'opzione importante per le donne gravide a cui è stata diagnosticata questa malformazione fetale".

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