Nuova proprietà per Bellco, presentati progetti e investimenti

Redazione DottNet | 08/04/2009 11:05

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Nuova compagine societaria per Bellco Srl, l'unica azienda a guida italiana nel settore di prodotti e sistemi necessari ai trattamenti di emodialisi, che ha presentato, in azienda a Mirandola (Modena), investimenti anche in risorse umane, piani e progetti di ricerca inediti, curati da istituzioni di rilievo nazionale come l'istituto Mario Negri e le Università Modena, Bologna, secondo quanto si legge in una nota dell'azienda.

 

Il nuovo assetto azionario - che comprende i fondi di Private Equity Argos Soditic (60%), Mps Venture (Gruppo Montepaschi - 30%) e il management (10%) - guarda, per il futuro, ai mercati e scenari Healthcare in Europa e nel mondo, forte di oltre il 50% del fatturato
in export. E punta a un consolidamento sul piano internazionale, a investimenti in ricerca e risorse umane. Quest'ultime già concretizzate con nuove assunzioni nel 2009, con l'inserimento di almeno 10 neolaureati, in settori strategici per Bellco. Attualmente sono oltre 240 le persone impegnate a Mirandola, oltre 340 nel mondo (Tolosa e filiali estere). Mentre sono 200 i lavoratori legati all'indotto a livello nazionale (fra Mirandola e Sardegna). Per quanto riguarda la ricerca, l'obiettivo della nuova proprietà è investire il 4% dell'intero fatturato. Bellco ha già attivi 30 protocolli di ricerca internazionali, di cui quattro, in collaborazione con importanti istituzioni italiane, illustrati questa mattina.
In particolare con l'università degli Studi di Modena e l'azienda ospedaliera-universitaria Policlinico di Modena, è attivo un progetto sui 'Nuovi tipi di membrana in dialisi' che consentano una depurazione ad azione selettiva in grado di evitare la perdita di
elementi nutritivi del paziente. Con l'università di Bologna e il Policlinico Sant'Orsola Malpighi sono invece in corso un progetto sui "sistemi predittivi dell'ipotensione in dialisi" e uno sul "controllo continuo della stabilità cardiovascolare, del bilancio sodico e
dell'ipertensione del paziente e riduzione dell'insorgenza di complicanze intradialitiche come i fenomeni ipotensivi". Mentre un progetto di ricerca indipendente, coordinato da Giuseppe Remuzzi, dell'Istituto Mario Negri Bergamo, sta portando avanti lo studio
indipendente Compact (Combining Plasmafiltration and Adsorption Clinical Trial) organizzato e coordinato dal GiViTi. Lo studio vuole verificare i dati clinici preliminari della terapia Cpfa, ideata e sviluppata da Bellco, che suggeriscono la riduzione del tasso di
mortalità dal 70% al 40% dei pazienti con shock settico, prima causa di decesso in terapia intensiva.