Fumo: italiani studiano 'tabacco-farmaco' contro diabete

Diabetologia | Redazione DottNet | 09/04/2009 16:15

Non è certo famoso per le sue proprietà benefiche. Ma il tabacco, se geneticamente modificato, dimostra di avere caratteristiche opposte: cura malattie autoimmuni e infiammatorie, incluso il diabete. Lo rivela una ricerca condotta da scienziati italiani, pubblicata sulla rivista 'Bmc Biotechnology'.

Il progetto 'Pharma-Planta' guidato da Mario Pezzotti, dell'università di Verona - cui hanno partecipato centri di ricerca di tutta Europa - si prefiggeva di creare piante di tabacco transgenico che producessero una sostanza biologicamente attiva, l'interleuchina 10, una citochina dal potente effetto antinfiammatorio. Dopo aver isolato due diverse versioni di interleuchina 10 (una proveniente da un virus, una da un topo), gli esperti hanno fatto crescere piante di tabacco modificate ed eseguito test per verificarne la capacità di produrre questa sostanza. Ebbene, le piante sono risultate in grado di fornire entrambi i tipi di interleuchina 10 correttamente, producendo citochina attiva a livelli così elevati da consentire di usare le foglie di tabacco senza nemmeno bisogno di processi di purificazione.
Il prossimo passo sarà dare le foglie a topi di laboratorio con malattie autoimmuni per verificare la loro efficacia su un essere vivente. L'ipotesi è che dosi anche piccole di queste piante possano prevenire il diabete di tipo I, grazie all'aiuto di altri auto-antigeni associati con la patologia. Secondo Pezzotti, "le piante transgeniche sono sistemi altamente promettenti per ottenere proteine terapeutiche, perché offrono la possibilità di una produzione su larga scala e a basso costo. Il fatto che possano essere mangiate, poi, consentendo alle sostanze di penetrare là dove l'organismo le richiede, evitando peraltro lunghi procedimenti di purificazione, è un vantaggio in più rispetto alla tradizionale sintesi dei farmaci".

 

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