Andrologi, sì agli integratori salvafertilità. Niente fai da te

Andrologia | Redazione DottNet | 14/11/2018 19:55

Boom nel 2017, due milioni le scatole vendute

I supplementi acquistati per disturbi uro-andrologici o per un aiuto alla fertilità, sono al quinto posto fra i più venduti registrando un boom dei consumi. Negli ultimi 5 anni infatti il volume di acquisti è raddoppiato diventando pari al 7,2% del mercato totale degli integratori, con 10 milioni di scatole vendute di cui 2 milioni per problemi legati alla fertilità con una spesa di 25 milioni di euro. Estratti vegetali ricchi di antiossidanti per il benessere dell'apparato uro-genitale, integratori a base di piante salva-prostata, zinco per migliorare la fertilità sono pensati per migliorare la salute sessuale maschile ma sono una delle terapie a cui più ricorrono gli andrologi quando un bebè non arriva.

Sono circa un milione gli uomini con problemi di infertilità ma nel 40% di questi non c'è un motivo organico preciso per la sterilità: in queste circostanze gli integratori possono fare la differenza, se vengono prescritti dall'andrologo individuando il prodotto giusto per ciascun paziente così da avere la massima efficacia col minimo rischio di effetti collaterali. Lo sottolineano gli esperti riuniti per il primo Congresso Nazionale Natura Ambiente Alimentazione Uomo (NAU) della Società Italiana di Andrologia (SIA), che si è appena concluso. "Sono sempre più numerosi gli andrologi che prescrivono integratori ai loro pazienti per la gestione dei problemi legati alla fertilità - spiega Alessandro Palmieri, presidente SIA - Nel 40% degli uomini con problemi a concepire non c'è una causa organica precisa e non abbiamo altre armi, ma anni di pratica clinica e i più recenti studi che hanno testato i supplementi per dosi e durata di somministrazione specifiche hanno dimostrato che gli integratori a base di antiossidanti come ad esempio coenzima Q10 e licopene o minerali come ad esempio lo zinco, possono essere molto efficaci.

Devono però essere prescritti dall'andrologo perché non tutte le infertilità sono uguali e deve essere individuato il tipo di prodotto giusto per ciascun paziente, con le giuste modalità di utilizzo, in modo che la dose corretta, non sia troppo bassa e quindi inefficace ma neppure troppo alta e quindi a rischio di effetti collaterali. Non bisogna dimenticare che i supplementi possono provocare eventi avversi, se le modalità di assunzione non sono corrette: molti antiossidanti, per esempio, in eccesso possono dar luogo a un effetto paradosso ed essere addirittura controproducenti non apportando miglioramento procreativo. E' necessario dunque evitare il fai da te con acquisti di prodotti on line dove il contenuto dei prodotti può non rispondere alle normative di sicurezza UE. Gli integratori possono essere curativi, ma solo nell'ambito di una valutazione andrologica che ne indichi l'impiego più appropriato".

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