Fecondazione: Bianco, consulta ridà autonomia a medico e pazienti

Redazione DottNet | 14/04/2009 15:52

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La sentenza della Corte Costituzionale sulla legge 40 "restituisce alla relazione di cura tra medico e paziente la responsabilità delle scelte più opportune" anche in tema di fecondazione assistita.

 

E' il parere di Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), sul pronunciamento della Consulta che ieri ha giudicato illegittimo il limite dei tre embrioni e l'obbligo di 'un unico e contemporaneo' impianto degli embrioni prodotti, previsti dalla normativa.
Bianco considera particolarmente importante il riconoscimento del "principio, fondamentale, soprattutto di questi tempi - dice - di affidare alla relazione di cura, tra il medico, che su questo si gioca tutta la sua competenza e professionalità, e il paziente, che mette in gioco anche la sua responsabilità". E' giusto, secondo il presidente dei medici italiani, che la legge, una volta stabilite le regole generali, "si fermi per lasciare a quella relazione e a quel profilo di responsabilità il compito delle scelte più idonee, più congrue".
La sentenza, inoltre, secondo Bianco, conferma l'orientamento generale che la Federazione degli Ordini sta portando avanti in tema di bioetica, con la richiesta alle Istituzioni di puntare su "un diritto mite e condiviso e sulla certezza di un'etica forte delle persone, dei professionisti e della comunità".