Per la garza in addome è responsabile l'intera équipe operatoria

Redazione DottNet | 14/04/2009 16:04

La responsabilità secondo gli orientamenti giurisprudenziali, compete solidarmente al chirurgo, al suo aiuto, al ferrista, all’infermiere di sala.

Il caso trae origine da un intervento chirurgico di cistectomia nel corso del quale un chirurgo e due infermiere (una strumentista e l’altra assistente di sala), trascurarono colpevolmente di estrarre dall’addome una garza chirurgica che, a distanza di alcuni mesi, determinò infarto intestinale e peritonite con esito letale.
La Sentenza (Cassazione Penale, Sezione IV, n. 15282 dell’11 aprile 2008)
Il controllo di cui si discute è mirato a fronteggiare un tipico, ricorrente e grave rischio operatorio: quello di lasciare nel corpo del paziente oggetti estranei. Esso è conseguentemente affidato all'intera equipe, proprio per evitare che la pluralità dei difficili compiti a ciascuno demandati, le imprevedibili contingenze di un'attività intrinsecamente complessa come quella chirurgica, la stanchezza o la trascuratezza dei singoli, o altre circostanze possano comunque condurre ad un errore che ha conseguenze sempre gravi. Si richiede, dunque, l'attivo coinvolgimento di tutti i soggetti che intervengono nell'atto operatorio. Essi devono attivamente partecipare alla verifica. In conseguenza, non è prevista né sarebbe giustificabile razionalmente la delega delle proprie incombenze agli altri operatori, poiché ciò vulnererebbe il carattere plurale, integrato del controllo che ne accresce l'affidabilità.
Quando è scusabile la derelizione di corpi estranei?
Un difetto nella predisposizione di misure cautelative dirette a prevenire lo smarrimento di corpi estranei (conteggio dei mezzi impiegati!) e nell’ispezione, ad operazione ultimata del campo operatorio, rappresenta un comportamento tecnico-professionale al di sotto dell’ordinaria diligenza (improntato per lo più a negligenza)
La derelizione di un corpo estraneo può risultare scusabile quando le circostanze dell’evento lascino ritenere che sia ricorso un caso di forza maggiore oppure ai limiti del fortuito.