Montalcini, presto un farmaco che curerà l'Alzheimer

Redazione DottNet | 18/04/2009 18:57

farmaci neurologia

Il traguardo non sarà immediato e ci vorranno ancora 5-7 anni, ma gli scienziati sono più che ottimisti: nel prossimo futuro avremo un farmaco che, sfruttando le potenzialità della molecola Ngf - il fattore di crescita delle cellule nervose per la cui scoperta la scienziata Rita Levi Montalcini ha ottenuto il Nobel per la Medicina nel 1986 - arriverà a curare malattie neurodegenerative come l'Alzheimer.

 Un risultato verso il quale ci si sta avvicinando a grandi passi e che oggi appare ancora più raggiungibile grazie ai risultati ottenuti dai ricercatori dell'Istituto Europeo per le Ricerche sul Cervello (Ebri), voluto e presieduto dalla stessa Montalcini. Proprio all'Ebri, si è infatti ottenuta una variante della molecola Ngf che appare aprire la strada verso il nuovo farmaco: per il neurobiologo e direttore del laboratorio malattie neurodegenerative Ebri Antonino Cattaneo: ''l’obiettivo è arrivare ad un farmaco per la cura delle malattie neurodegenerative. Ma finora c'è stato un grande problema: Ngf è infatti una molecola che da un lato ha un'azione positiva sulle cellule del cervello, quelle che appunto muoiono nelle malattie neurodegenerative, ma che dall'altro ha anche un ruolo fisiologico di attivatore delle vie del dolore. Quindi, lavorando alla messa a punto di un farmaco basato su Ngf, il problema è evitare l'induzione di dolore''. Ma i ricercatori sono riusciti a trovare una soluzione: ''Stiamo sviluppando una variante di Ngf che mantiene le proprietà positive di azione sulle cellule del cervello rimuovendo però, con la modificazione di un singolo aminoacido, la capacitò di indurre dolore''. Per far questo, i ricercatori Ebri si sono ispirati ai pazienti affetti da una rara malattia genetica che rende insensibili al dolore: si è visto infatti che tali soggetti hanno una modifica nel gene dell'Ngf, e proprio studiando tale mutazione gli scienziati sono riusciti a caratterizzare una variante della molecola ribattezzata 'Ngf painless', ovvero 'Ngf senza dolore'. Un avanzamento, ha detto Cattaneo, che ''apre la strada verso un farmaco efficace, anche se ci vorranno alcuni anni ed uno dei problemi immediati sarà anche quello di reperire finanziamenti per l'avvio della sperimentazione sull'uomo''. E c'è un secondo obiettivo, sempre, ha detto Cattaneo, ''nello stile che ha caratterizzato l'impegno di Rita levi Montalcini'': ''Vorremmo trovare un nuovo modo di sviluppare il farmaco, svincolandolo dai brevetti e nello spirito con cui la ricerca nella mani della professoressa si è svolta, sempre improntata al non-profit''. In pratica, ha spiegato l'esperto, ''ciò significherebbe, attraverso una collaborazione tra investitori industriali e strutture pubbliche, riuscire a trovare fondi per sostenere i costi di sviluppo del farmaco ma senza che tali fondi vadano a sostenere profitti di privati, finalizzandoli invece a nuova ricerca''. Questo realizzerebbe il grande sogno del Nobel, fortemente condiviso dal team dell'Ebri che da anni lavora a stretto gomito con la scienziata: fare in modo che la ricerca, ed i suoi risultati, siano davvero patrimonio di tutta l'umanità.