Da pelle rana sudamericana speranze contro tipo II

Redazione DottNet | 04/08/2008 11:47

Speranze contro il diabete di tipo II arrivano dalla pelle di una rana 'che rimpicciolisce'. Un composto isolato da una speciale rana sudamericana, infatti, stimola il rilascio di insulina. L'animaletto ha una curiosa caratteristica: da girino cresce fino a 27 centimetri, poi però si 'restringe', e in età adulta arriva appena a 4 cm.

La versione sintetica del composto nel mirino - chiamato pseudin-2 - potrebbe essere usata per produrre nuovi farmaci, hanno detto i ricercatori dell'University of Ulster e dell'United Arab Emirates University, autori di uno studio che ha testato una versione sintetica del composto (che originariamente protegge la singolare rana dalle infezioni). La ricerca, riferisce la Bbc online, è stata presentata in occasione della conferenza annuale di Diabetes Uk.
Il team ha scoperto che, in laboratorio, il composto stimola la secrezione di insulina nelle cellule pancreatiche. Non solo, ma la speciale sostanza non ha effetti tossici su queste cellule, e la sua efficacia è risultata superiore rispetto alla versione naturale del composto. Questo, dicono i ricercatori, apre la strada a un potenziale nuovo farmaco anti-diabete. Sono numerose le molecole bioattive provenienti dalla pelle degli anfibi che hanno attirato l'attenzione dei ricercatori, ha ricordato Yasser Abdel-Wahab, responsabile dello studio e scienziato dell'University of Ulster. E' il caso dell'exenatide, farmaco sviluppato da un ormone nella saliva del mostro Gila, un lucertolone che vive in Usa e Messico. "Nel nostro studio abbiamo scoperto che il composto sintetico è più potente dello stesso pseudin-2. Sono necessarie ulteriori ricerche, ma c'è una crescente mole di lavoro sugli anti-diabetici naturali - ha detto il ricercatore - cCon risultati affascinanti".