Aspetti clinici per la salvaguardia della fertilità nelle pazienti

Redazione DottNet | 20/04/2009 15:59

Grazie ad uno studio svolto presso il dipartimento di ostetricia e ginecologia dell’ “Karolinska University Hospital-Huddinge” di Stoccolma, è emerso che è possibile preservare in maniera adeguata la fertilità nelle donne combattendo appunto l’infertilità dovuta a trattamento gonadotossico del cancro o di malattie sistemiche con parecchi metodi.
 

Gli Embrioni, gli ovociti o il tessuto ovarico, possono essere crioconservati fino a quando la paziente non è guarita totalmente dalla sua malattia e può essere così pronta alla fecondazione. La scelta individuale di tale passaggio dipende dalla natura e dallo stadio della malattia, dal trattamento previsto, dalle condizioni fisiche e psichiche delle pazienti, dall’età e dai requisiti del partner. E’ importante informare tutte le donne sulle possibili alternative e, insieme a loro, scegliere le più appropriate. Questa tecnica, finalizzata alla salvaguardia del tessuto ovarico, è possibile anche se sono stati effettuati già i primi cicli di chemioterapia ma solitamente si preferisce crioconservare la maggior parte dei follicoli prima di subire il trattamento per la cura del cancro.

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