Soccorso dei celiaci: vitamina B

Redazione DottNet | 20/04/2009 16:58

Chi soffre di celiachia può più facilmente andare incontro a deficit di vitamine del gruppo B, in particolare acido folico e vitamina B12, e una simile carenza contribuisce a innalzare i livelli di omocisteina, un aminoacido che quando è sovrabbondante aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. L’assunzione di vitamina B aiuta i pazienti celiaci a tenere sotto controllo i livelli di omocisteina. E’ quanto sostiene uno studio condotto presso il Medical Center di Amsterdam e pubblicato sulla rivista World Journal of Gastroenterology. I pazienti celiaci evidenziano spesso deficit di vitamina B12 e una simile carenza contribuisce ad innalzare i livelli di omocisteina.

I ricercatori hanno seguito 51 pazienti celiaci e 50 controlli: il 49% di loro ha assunto quotidianamente supplementi di vitamina B, i controlli hanno assunto placebo. I pazienti che hanno assunto vitamina hanno evidenziato un sensibile aumento nei valori ematici di vitamina B6, folati e vitamina B12; tale aumento non si è osservato nei controlli. «In alcuni casi la celiachia si presenta con sintomi molto sfumati e la conseguenza è in genere una diagnosi tardiva – spiega Nicola Caporaso, Cattedra di gastroenterologia all’Università Federico II di Napoli e presidente della Società italiana di gastroenterologia -. In questi casi l’intolleranza al glutine non trattata può aver favorito l’instaurarsi di una carenza di vitamine del gruppo B a causa di un cattivo assorbimento. Solo in presenza di una carenza documentata, per altro abbastanza rara, va presa in considerazione la supplementazione. Se la celiachia è stata diagnosticata precocemente il problema della carenza di vitamine del gruppo B in genere non si pone. Se il paziente segue la dieta priva di glutine queste vitamine, presenti soprattutto in prodotti di origine animale (latticini, pollame, carni magre, pesce, fegato, uova) vengono assorbite normalmente». Insomma l’integrazione con vitamine del gruppo B si rende necessaria solo in una minoranza di casi e questo anche per merito di diagnosi fatte sempre più precocemente. «Ci sono però ancora casi in cui l’intolleranza al glutine viene identificata tardi ed è qui che bisogna insistere: bisogna fare uno sforzo maggiore per cogliere anche sintomi sfumati e diagnosticare precocemente questa condizione» conclude Caporaso.