In arrivo pesanti sanzioni per le regioni in rosso

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 20/04/2009 18:28

Entro l'estate potrebbero essere decise delle sanzioni per quelle Regioni che, in tema di sanità, non abbiano ancora messo in moto dei percorsi per eliminare le inefficienze.

 E' l'idea del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, espressa in un convegno a Milano organizzato da Federsanità sulla spesa nel servizio sanitario nazionale. ''Quello che faremo entro l'estate - ha detto Sacconi - diventa decisivo per il nostro futuro. Questo è un problema non del Governo, ma delle Regioni e di tutti gli italiani. Quello che ci dicono i tavoli di monitoraggio è che dovremo dare luogo alle necessarie sanzioni: daremo un tempo non brevissimo, ma nemmeno lunghissimo, nel quale si potranno prendere le decisioni'', un tempo che sarà quasi certamente ''dopo le prossime elezioni''. Alle Regioni, ha aggiunto il ministro, in questo periodo ''diamo il tempo per fare atti in positivo, c'è spazio per fare cose virtuose che fino a ieri non sono state fatte. Ma se non ci si arriva ci vogliono le sanzioni, senza le quali non ci sarà il futuro Patto per la salute''. Le sanzioni saranno anche un modo per riequilibrare le 'due Italie' in cui il Paese è diviso: ''L'esperienza ci insegna che c'è rapporto stretto tra qualità e responsabilità - ha continuato il ministro - siamo un Paese che da questo punto di vista si presenta spaccato in due tra realtà contrapposte, che però al loro interno sono estremamente omogenee. Possiamo dire di avere imboccato una strada positiva al Nord e nella parte di Centro virtuoso: queste zone possono diventare punti di riferimento per non avere più inefficienze''. Per fare questo bisogna agire sui costi standard, sul modello delle quattro Regioni più virtuose (Lombardia, Veneto, Toscana ed Emilia Romagna), ma anche sulla ''capacita' di monitorare la qualità''. Infine, Sacconi ha puntato il dito contro i piccoli ospedali che gestiscono fino a un massimo di 20 posti letto, definendoli ''un pericolo pubblico'' per il servizio sanitario nazionale. ''Credo che al Nord si sia fatta un'operazione coraggiosa - ha concluso Sacconi - cioè quella di chiudere molti ospedali'', mentre il presidente della Calabria Agazio Loiero ''si rende finalmente conto che è giunta l'ora di chiudere gli ospedali da 20 posti letto, definendola un'impresa dura. E' una situazione inaccettabile, non regge, gli ospedali da 20 posti letto sono un pericolo pubblico: alla popolazione virtuosa non possiamo chiedere di sostenere una spesa dannosa''.

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