Quando l'errore si annida nel passaggio di consegne

Medicina Generale | Redazione DottNet | 21/04/2009 17:00

Si tratta di una paziente deceduta a seguito del successivo verificarsi di tre episodi trombo-embolici, ed in particolare dell’ultimo rivelatosi fatale, durante la degenza presso il reparto di Medicina a seguito di trasferimento da quello di Ostetricia e Ginecologia.

La Sentenza (Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza n. 39600 del 26 ottobre 2007)

Specie in presenza di iniziale diagnosi provvisoria, per ciascuno dei sanitari che ha preso in cura la paziente per un tratto di tempo limitato del suo decorso postoperatorio, pur valorizzando che chi subentra dopo l’intervento di un collega deve confidare che questi abbia agito secondo scienza e coscienza, non può escludersi, che vada operato anche un esame personale della situazione e non ancorarsi ad una diagnosi solo perchè essa è stata fatta

Il medico appartenente alla posizione apicale ha il potere di impartire istruzioni e direttive in ordine alla diagnosi e alla cura e di verificarne l’attuazione.
Egli può incorrere in:
- colpa in eligendo: se delega il compimento di un’attività ad un soggetto che non sia in grado di svolgerla diligentemente;
- colpa in vigilando: se non sorveglia adeguatamente, ove ciò sia necessario, sull’esecuzione di determinati interventi, o non disponga in via preventiva metodi organizzativi atti a scongiurare il verificarsi di eventi avversi.

L’ordine del superiore gerarchico non è assolutamente vincolante per il subordinato.
Il subordinato che riceve un ordine errato ha il dovere di manifestare al superiore il proprio dissenso, fermo restando il potere per il medico in posizione apicale di avocare casi alla propria diretta responsabilità ottenendo la collaborazione del subordinato dissenziente.
Di eventi infausti cagionati da tale intervento risponderà, in virtù dell'avocazione, il solo medico in posizione apicale.
Il subordinato al quale venga impartito l’ordine di eseguire un intervento che non è in grado di eseguire o per il quale non è competente ha l’obbligo, per non cadere in responsabilità, di rifiutare l’adempimento.
Egli non deve adempiere anche nel caso in cui gli venga ordinato di eseguire un intervento pur in assenza degli strumenti cautelari posti per prevenire eventi lesivi.

 

 

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