Spagna, embrioni selezionati anti-tumori

Oncologia | Redazione DottNet | 22/04/2009 18:26

Dopo il primo fratellino 'pezzo di ricambio' e il primo bimbo con due madri biologiche gay, si spostano ancora i confini della bioetica e della fecondazione assistita nella Spagna di Josè Luis Zapatero, dove per la prima volta è stata autorizzata la selezione di embrioni per evitare che sviluppino probabili tumori ereditari.

 La Commissione nazionale della riproduzione umana assistita ha dato via libera a due coppie, una di Barcellona e l'altra di Madrid, affinché usino la selezione genetica preimpianto per evitare che i loro due futuri bambini possano sviluppare il cancro al seno, nel primo caso, alla tiroide nel secondo. La decisione è senza precedenti, in quanto la normativa spagnola in teoria consentiva finora interventi solo per impedire ''malattie genetiche gravi, precoci e senza trattamento''. Nel caso delle coppie di Madrid e Barcellona la probabilità che i bimbi potessero sviluppare il cancro, benchè alta, non era del 100%. ''E' un giorno storico per il mondo della sanità'' ha commentato il dirigente del ministero della Salute di Madrid Josè Martinez Olmos. Secondo il quotidiano Publico la Commissione sta esaminando altre 8 richieste analoghe: due per un rischio di trasmissione della distrofia muscolare ereditaria, sei per il rischio di trasmissione della malattia di Huntington. Sul tavolo dell'organismo del ministero della Sanità ci sono inoltre sei richieste di selezione genetica preimpianto di coppie che vorrebbero, come è successo per la prima volta a Siviglia nei mesi scorsi, un fratellino 'pezzo di ricambio' per un loro figlio colpito da una grave malattia genetica. Javier era stato selezionato geneticamente prima della nascita in modo da poter curare il fratello Andres, 7 anni, affetto da una grave foprma di talassemia (beta-Talasemia major). Dal cordone di Javier i medici dell'ospedale Virgen del Rocio di Siviglia avevano estratto cellule madre che avevano trapiantato ad Andres. Da allora il ministero della Sanità ha avviato consultazioni con le comunità autonome (le regioni) per fare si che il trattamento diventi gratuito. Il mese scorso si è poi avuta notizia che per la fine dell'estate per la prima volta nascerà un bebè con due madri biologiche, una coppia di lesbiche, grazie alla legge sui matrimoni gay voluta nel 2005 dal governo Zapatero. Ovuli di una delle due donne sono stati inseminati in provetta con spermatozoidi di un donante anonimo e poi trapiantati nella 'moglie' (secondo la legge spagnola), quella che assumerà la gravidanza e il parto. Le due donne saranno cosi tutte e due madri biologiche grazie alla legge Zapatero. La normativa spagnola sulla riproduzione assistita vieta infatti - al di fuori dei vincoli del matrimonio - che il donatore di ovuli o spermatozoidi possa non essere anonimo.

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