Cala la mortalità per cancro al polmone

Redazione DottNet | 24/04/2009 09:05

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Le sigarette spente stanno salvando la vita a centinaia di italiani: la lotta al fumo sta dando i primi risultati e il tumore ai polmone, uno dei big killer per eccellenza, per la prima volta uccide meno che in passato.

Ma a salvarsi sono soprattutto gli uomini mentre la malattia aumenta fra le donne che da alcuni anni si sono dimostrate le più accanite fumatrici. A dirlo sono i dati ufficiali che arrivano dall'Associazione Italiana dei registri tumori (Airtum), secondi i quali nell'arco di un decennio la mortalità si è ridotta di un sesto. Ogni anno in Italia sono stimate circa 250.000 nuove diagnosi e avvengono circa 170.000 decessi. L'invecchiamento della popolazione svolge un ruolo importante. Una persona su due ha la probabilità di avere una diagnosi di tumore nel corso della vita. Un uomo ogni tre e una donna ogni sei hanno la probabilità di morire a causa di un tumore, ma la mortalità per il complesso dei tumori è in riduzione. Nonostante questo l'aumento numerico della popolazione anziana fa in modo che il numero dei morti oncologici sia sostanzialmente simile a quello di dieci anni fa. Tra gli uomini il tumore più frequentemente diagnosticato (fin dai 45 anni di età) è diventato il tumore della prostata che ha superato quello del polmone per il quale c'è un andamento in riduzione. Nelle donne un terzo di tutti i nuovi tumori sono tumori della mammella, mentre fa la sua comparsa tra i primi 5 tumori più frequenti anche quello del polmone. I dati rivelano anche che le persone che si ammalano di tumore sono in aumento principalmente perchè la popolazione invecchia e anche, almeno in parte, per effetto delle campagne di diagnosi precoce. Particolarmente importante è l'aumento delle persone che scoprono di avere un tumore alla prostata proprio grazie alla diagnosi precoce. Ma la riduzione della mortalità per tumori non viene percepita, ha spiegato Eugenio Paci, segretario nazionale dell'Associazione italiana registri Tumori, visto che l'invecchiamento della popolazione nasconde questo fenomeno. Infine i tumori e le regioni. Nelle aree del meridione il rischio di ammalarsi (e di morire) di tumore è ancora minore (sebbene con alcune eccezioni, come il cancro del fegato a Napoli, o il sarcoma di Kaposi a Sassari) rispetto alle regioni del Centro e del Nord Italia, ma la situazione si sta uniformando. Se si confrontano i dati italiani con quelli degli altri Paesi dotati di una rete di registrazione dei tumori, risulta infine che sia la frequenza di tumori sia la mortalità per tutti i generi tra gli uomini è sovrapponibile a quella rilevata nei paesi del Nord Europa e degli Stati Uniti. Per le donne, invece, sembra valere ancora un modello ''mediterraneo'' grazie al quale sia l'incidenza sia la mortalità sono leggermente inferiori (con la sola eccezione del tumore dello stomaco).