
L'azienda pronta a puntare su un nuovo candidato simile al precedente
Dopo l'interruzione di due studi clinici per un farmaco anti Alzheimer arrivati già in fase avanzata di sperimentazione, Biogen rilancia l'impegno in questo settore. A renderlo noto è stata l'azienda stessa che, insieme alla giapponese Eisai, già punta su un secondo candidato, e il messaggio è che 'la ricerca contro l'Alzheimer non si ferma'. Dopo Eli Lilly e Pfizer, stavolta, a non aver superato la prova di efficacia rispetto al placebo, è stato il farmaco aducanumab di Biogen. Come i precedenti puntava sull'accumulo di amiloide-beta nel cervello, una delle due proteine coinvolta nello sviluppo della malattia che fa perdere i ricordi.
"Questa notizia deludente conferma la complessità del trattamento dell'Alzheimer e la necessità di migliorare ulteriormente la conoscenza nel campo delle neuroscienze", aveva commentato pochi giorni fa Michel Vounatsos, Ceo di Biogen. Poche ore dopo la notizia dell'interruzione degli studi sperimentali in fase 3, Eisai e Biogen hanno deciso però far avanzare dalla fase 2 alla fase 3 un altro farmaco sperimentale. Si tratta di BAN2401, un anticorpo monoclonale che agisce in modo molto simile ad aducanumab e pensato per legarsi selettivamente, neutralizzare ed eliminare la beta-amiloide. Lo studio arruolerà 1.566 soggetti con lievi alterazioni cognitive da Alzheimer con confermata patologia amiloide nel cervello.
Un’ampia ricerca internazionale rassicura le future mamme: i trattamenti contro il reflusso non compromettono la salute dei figli.
Un nuovo approccio poco invasivo permette di rilevare l’Alzheimer analizzando semplici biomarcatori, semplificando la diagnosi precoce della malattia.
Dall’alimentazione consapevole alla lotta alle fake news, l’Istituto Superiore di Sanità indica dieci priorità per il nuovo anno. Al centro prevenzione, benessere psicologico e responsabilità collettiva.
Arriva una novità negli Stati Uniti dal 2026. La Fda ha approvato la versione in pillola del Wegovy, efficace quanto le iniezioni.
Via libera da Aifa, riduce i sintomi intestinali senza l'uso di steroidi
Lo studio sperimentale di fase III è stata la più ampia sperimentazione sulla fibrosi polmonare idiopatica (IPF) ad oggi mai condotta, in corso presso circa 400 centri e in oltre 30 Paesi
Lo rivela la prima analisi globale sull'argomento pubblicata sulla rivista The Lancet e condotta dal Global Research on Antimicrobial Resistance (Gram) Project
La dose giornaliera del farmaco contro il diabete ha preservato la cognizione e ritardato il declino di alcuni tessuti
Commenti