
L'azienda pronta a puntare su un nuovo candidato simile al precedente
Dopo l'interruzione di due studi clinici per un farmaco anti Alzheimer arrivati già in fase avanzata di sperimentazione, Biogen rilancia l'impegno in questo settore. A renderlo noto è stata l'azienda stessa che, insieme alla giapponese Eisai, già punta su un secondo candidato, e il messaggio è che 'la ricerca contro l'Alzheimer non si ferma'. Dopo Eli Lilly e Pfizer, stavolta, a non aver superato la prova di efficacia rispetto al placebo, è stato il farmaco aducanumab di Biogen. Come i precedenti puntava sull'accumulo di amiloide-beta nel cervello, una delle due proteine coinvolta nello sviluppo della malattia che fa perdere i ricordi.
"Questa notizia deludente conferma la complessità del trattamento dell'Alzheimer e la necessità di migliorare ulteriormente la conoscenza nel campo delle neuroscienze", aveva commentato pochi giorni fa Michel Vounatsos, Ceo di Biogen. Poche ore dopo la notizia dell'interruzione degli studi sperimentali in fase 3, Eisai e Biogen hanno deciso però far avanzare dalla fase 2 alla fase 3 un altro farmaco sperimentale. Si tratta di BAN2401, un anticorpo monoclonale che agisce in modo molto simile ad aducanumab e pensato per legarsi selettivamente, neutralizzare ed eliminare la beta-amiloide. Lo studio arruolerà 1.566 soggetti con lievi alterazioni cognitive da Alzheimer con confermata patologia amiloide nel cervello.
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