Dompè, il decreto terremoto è una tassa sui farmaci

Farmaci | Redazione DottNet | 27/04/2009 10:33

''Comprendiamo la necessità di misure che reperiscano fondi utili per l'immediata ricostruzione dell'Aquila e degli altri Comuni colpiti dal sisma ma segnaliamo che il decreto approvato ieri prevede un taglio di circa 400 milioni del tetto di spesa farmaceutica territoriale il cui sfondamento, per legge, deve essere integralmente ripianato per due terzi dalle imprese e per il resto dalla distribuzione''.

Lo afferma in un nota il presidente di Farmindustria, Sergio Dompè, in merito al provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri. ''Si tratta di un intervento - spiega - su una spesa che colpisce con una vera e propria tassa soltanto le imprese del farmaco e la propria filiera. Imprese che peraltro già offrono un contributo notevole all'economia abruzzese con il 27% dell'intero export de L'Aquila''. Per Dompè ''il provvedimento penalizza ancora una volta le imprese, già colpite negli scorsi anni da numerosi tagli di prezzo. In ottobre istituzioni nazionali e regionali, imprese e filiera avevano deciso di destinare risorse ai farmaci più innovativi con particolare riferimento a quelli oncologici. Con le misure contenute nel decreto l'applicazione di tale decisione e' di fatto annullata''. Ma anche l’Aifa è preoccupata: ''Pur ribadendo la solidarietà mia personale e dell'Aifa alle popolazioni colpite dal terremoto non posso esimermi dall'esprimere profonda preoccupazione per le conseguenze che le disposizioni sulla spesa farmaceutica contenute nel testo varato dal Cdm potranno avere sul settore che, in alcuni ambiti, è stato anch'esso duramente colpito dal terremoto''. Lo afferma in una nota il direttore generale dell'Agenzia italiana del Farmaco (AIFA), Guido Rasi. ''Oltre a non essere aderente - spiega - a quanto congiuntamente concordato da tutti gli attori del mondo farmaceutico nell'Accordo siglato lo scorso ottobre al tavolo farmaceutico, la manovra approvata, che prevede un taglio al tetto della spesa per l'assistenza farmaceutica territoriale pari a 400 milioni di euro (portandolo al 13,6% del FSN), rischierà di pregiudicare gravemente la possibilità di accesso di tutti i cittadini ai farmaci innovativi, come peraltro ho più volte sottolineato''.

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