Screening della mononucleosi infettiva nei pazienti con ascesso peritonsillare

Otorinolaringoiatria | Redazione DottNet | 28/04/2009 12:27

Nel “Department of Otolaryngology/Head and Neck Surgery”dell’ospedale “Freeman” nella città di Newcastle Upon Tyne (Regno Unito) è stato effettuato il più grande studio volto alla valutazione della percentuale della mononucleosi infettiva nei pazienti con ascesso peritonsillare.

Ci sono state segnalazioni contrastanti in letteratura riguardo lo screening della mononucleosi infettiva nei pazienti con ascesso peritonsillare. L’obbiettivo di questo studio è stato proprio quello di verificare con precisione questa percentuale e di trovare qualche criterio con il quale poter decidere quali pazienti devono essere protetti dalla mononucleosi infettiva. E’ stato così effettuata una ricerca retrospettiva su tutti i pazienti con ascesso peritonsillare ricoverandoli negli ospedali messi a disposizione per un periodo di due anni (374 pazienti), ed è stata individuata una percentuale del 4% di pazienti che oltre all’ascesso peritonsillare avevano anche la mononucleosi infettiva. Inoltre è emerso che non ci sono stati pazienti con ascesso peritonsillare da mononucleosi infettiva con un’età superiore ai 30 anni. La monocitosi invece, è stata individuata nell’85% dei casi. Gli screening di routine per la mononucleosi infettiva nei pazienti con ascesso peritonsillare potrebbero non essere economicamente giustificabili, tuttavia, avvalorati adesso dai risultati ottenuti da questo studio vengono raccomandati per i pazienti con età superiore ai 30 anni affetti da mononucleosi infettiva specialmente quando è presente la monocitosi.

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