Progressi nella diagnosi delle malattie sessualmente trasmissibili in urologia

Urologia | Redazione DottNet | 28/04/2009 13:09

In seguito ad uno studio svolto nell’Ospedale Nagoya in Giappone è emerso che le malattie sessualmente trasmissibili diagnosticate e trattate in urologia clinica sono quasi esclusivamente le uretriti ed epididimiti maschili causate da Neisseria gonohrrhoeae e Clamydia trachomatis.

 

Sebbene negli ultimi anni ci siano stati importanti sviluppi degli strumenti diagnostici che sono in grado di individuare questi microrganismi con altissima sensibilità, il punto chiave della diagnosi e del trattamento della uretrite gonococchica resta ancora l’osservazione al microscopio dei diplococchi intraleucocitici dopo tintura con blu di metilene o dopo colorazione dei gram nei primi sedimenti dell’urina o nelle strisce uretrali. Negli ultimi anni, si è ipotizzato che i micoplasmi e gli ureaplasmi potrebbero essere i possibili patogeni di prostatite, nonché di uretrite. Attualmente gli obbiettivi prefissati dalla ricerca per poter avere una diagnosi chiara e precisa delle lesioni genitali causate dal virus dell’herpes simplex e dal papilloma virus umano non sono stati totalmente raggiunti pertanto è necessario ancora perseguire con costanza per poterli ottenere.

Per saperne di più:

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato