Tecniche chirurgiche a confronto nella nuova era dell'implantologia odontoiatrica

Redazione DottNet | 29/04/2009 11:07

chirurgia ricerca

Le metodiche di incremento delle ossa mascellari con finalità implantare sono stato argomento di confronto tra gli esperti del Congresso Nazionale dei docenti di Discipline Odontostomatologiche e Chirurgia Maxillo Facciale.

 

Scopo del lavoro presentato oggi al Congresso è stato quello di valutare e confrontare tra loro le metodiche di incremento delle ossa mascellari con finalità implantare. Nel corso degli anni si è assistito, una volta accettate le basi scientifiche della moderna implantologia, a una modifica concettuale importantissima per il corretto posizionamento degli impianti nel cavo orale . Si è passati da una fase in cui il posizionamento degli impianti avveniva laddove era presente una sufficiente quota di osso alveolare, al posizionamento degli impianti nel sito ove le esigenze biomeccaniche e di restauro protesico lo rendevano più utile anche se in un sito con insufficiente supporto osseo. Si è entrati, quindi, nell’era dell’implantologia protesicamente guidata, e di qui la necessità di ricreare, ove carente, le condizioni anatomiche di un corretto supporto osseo all’impianto. Si è assistito nel tempo a una serie di tentativi di incremento delle basi scheletriche con le tecniche e i materiali più vari . Nella pratica ambulatoriale dell’odontoiatra, e del chirurgo orale debbono essere fruibili tecniche chirurgiche, il più possibile semplici, affidabili , dai risultati predicibili ed il tutto con un grado di confort per il paziente il più accettabile possibile. Per la ricerca, presentata in questa sede, sono stati selezionati 18 pazienti , 12 femmine e 6 maschi , con età media di 48 anni , che presentavano deficit ossei tali da non consentire una riabilitazione protesica con impianti osteointegrati. Lo scopo dello studio è stato quello di valutare, con esperienze cliniche dirette, alcune tecniche chirurgiche che utilizzano prevalentemente innesti di osso autologo, e monitorando il risultato anatomico, la qualità dei tessuti di supporto, la qualità e la istologia dell’osso sede dell’incremento ottenuto. Al termine della ricerca si è notato che avendo cura di ben selezionare le tecniche da utilizzare in ogni singolo caso , l’utilizzo di innesti ossei, sia particolato che in blocchi , è ormai una tecnica affermata e predicibile.