Lombardia: network contro malattie croniche, 250 medici in rete

Redazione DottNet | 29/04/2009 14:29

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Un network di 250 medici, impegnati a migliorare la qualità di vita dei malati cronici, 'tagliando' al contempo le spese a carico del sistema sanitario nazionale e regionale. E' il progetto 'Rete di rilevazione del rischio cardiovascolare e outcome clinici' (Rro), presentato al X Congresso regionale della Simg (Società italiana di medicina generale) Lombardia, IV Congresso nazionale Simg Area metabolica, in corso fino a domani a Desenzano del Garda (Brescia).

 

La Rro, inizialmente mirata alla prevenzione cardiovascolare, si è estesa poi a 12 malattie croniche (asma, bronchite cronica Bpco, tumori, depressione, diabete, ipertensione, ipotiroidismo, lombalgia, malattia coronarica, malattia del reflusso gastroesofageo, scompenso cardiaco e ulcera peptica). Nel complesso, le patologie interessate 'coprono' il 90% della spesa sanitaria nazionale, si legge in una nota Simg. "Il progetto che abbiamo realizzato in Lombardia - spiega Aurelio Sessa, presidente del congresso - può diventare un modello di riferimento a livello nazionale". Un esempio: "Per garantire la gestione ottimale del paziente diabetico - avverte Gerardo Medea, responsabile nazionale Area metabolica Simg - non è sufficiente sapere quante persone sono colpite dalla malattia in una certa zona, ma anche se seguono correttamente la terapia ipoglicemizzante e un regolare programma di follow-up, e soprattutto se ogni paziente raggiunge gli obiettivi terapeutici fissati". Un modello valido anche per altre malattie croniche molto diffuse, e in grado sia di migliorare le condizioni dei pazienti sia di abbattere i costi sanitari, dicono i camici bianchi. "Dalla Lombardia è partito un progetto unico - conferma Claudio Cricelli, presidente nazionale Simg - che dimostra che i medici di famiglia italiani sono sempre più coinvolti in ogni strategia diretta ad affrontare la crescita della cronicità di molte malattie", in primis "tumorali, metaboliche e cardiovascolari". Un "aumento” ,evidenzia, “che fa lievitare la spesa per le cure e la riabilitazione".