Epatite B cronica, possibile terapia a lungo termine senza resistenze

Gastroenterologia | Redazione DottNet | 05/05/2009 12:43

Possibile controllare l'epatite B cronica, con terapie a lungo termine senza sviluppare resistenze al virus: la probabilità di resistenza può essere ridotta all'1% in 6 anni di cura.

 

Lo dimostrano i nuovi risultati sull'entecavir, antivirale di nuova generazione, presentati a Copenhagen, dove è in corso il 44esimo Congresso dell'Associazione europea per lo studio del fegato (European Association for the Study of the Liver - Easl), appuntamento sulle malattie epatiche al quale partecipano circa 7.400 esperti. "Il 99% dei pazienti in cura con entecavir non ha sviluppato resistenza nei confronti del farmaco nel corso di sei anni di terapia", spiega una nota . La molecola ha anche dimostrato, dopo sei anni di somministrazione, di essere in grado di ridurre i danni a carico del fegato nel 96% dei pazienti. "Questi nuovi dati - afferma il Pietro Lampertico dell'università degli Studi di Milano - confermano che il trattamento a lungo termine con un antiretrovirale potente, che non causa insorgenza di resistenze, è potenzialmente in grado di arrestare il danno epatico e può perfino migliorare la fibrosi epatica". In particolare, nello studio ETV 901, il trattamento di sei anni con entecavir è associato al miglioramento dell'istologia epatica, compresa la fibrosi, in pazienti affetti da epatite B cronica. In questo studio sono stati valutati i risultati istologici a lungo termine in 57 persone non trattate in precedenza con un antivirale orale provenienti da due studi di fase III. Nel 96% dei pazienti (55 su 57) sono stati evidenziati miglioramenti nell'istologia epatica. Inoltre, nell'88% dei pazienti (50 su 57) si è manifestata la riduzione della fibrosi epatica (la formazione di tessuto cicatriziale nel fegato come reazione a un'infiammazione cronica che può essere causata dall'infezione da epatite B cronica).
 

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