Podologi, cure piede diabetico nei Lea e alleanza con medici famiglia

Diabetologia | Redazione DottNet | 05/05/2009 13:00

Inserire le prestazioni podologiche per la cura del piede diabetico nei Lea (Livelli essenziali di assistenza), "per evitare così gravi complicanze e migliaia di amputazioni minori, provocate ogni anno dal diabete".

A chiederlo con forza, dal XXIV Congresso nazionale di podologia in corso a Pesaro, è il presidente dell'Associazione italiana podologi (Aip), Mauro Montesi, che ne parlerà oggi in un incontro cui parteciperanno, fra gli altri, i senatori Cesare Cursi e Maria Pia Garavaglia, il presidente dell'Ordine dei medici di Roma Mario Falconi e Filippo Palumbo, capo del Dipartimento della programmazione sanitaria e livelli di assistenza del ministero della Salute.
"L'inserimento di alcune prestazioni podologiche di prevenzione e cura del piede diabetico nei Lea - spiega Montesi -si tradurrebbe in una riduzione del numero delle amputazioni e in un notevole risparmio dei costi dei ricoveri ospedalieri. Altro elemento chiave: una stretta alleanza sul territorio tra medici di famiglia e podologi". I numeri parlano chiaro: "Il trattamento della complicanza da parte del podologo, secondo uno studio americano, può ridurre del 60% le amputazioni, che nel 2006 ammontavano in Italia a ben 6.850", dice l'esperto.
Non solo. Questi interventi provocano 135.143 giornate di degenza in ospedale per un costo totale, comprese le spese per la riabilitazione e le protesi, di 81.000.000 di euro, aggiunge. Solo nelle Marche, regione che ospita il congresso, il dato annuo è di 193
amputazioni, con ben 3.301 giornate di degenza per una spesa complessiva di quasi due milioni di euro.
 

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