Cittadinanzattiva: medici poco umani, i peggiori sono i pediatri

Redazione DottNet | 06/05/2009 12:49

medicina sanità diagnosi

Una sanità con una sempre minore attenzione alla umanizzazione delle cure e un aumento dei costi a carico dei cittadini. Questo il quadro che emerge dall'annuale rapporto realizzato dal Tribunale per i diritti del malato (TDM) di Cittadinanzattiva presentato a Roma.

 Il dossier di quest'anno si basa su oltre 25 mila segnalazioni e ciò che emerge con forza è che i cittadini si sentono troppo spesso presi poco in considerazione, ascoltati con disattenzione o trattati con mancanza di rispetto, con l'effetto di vedersi abbandonati e lasciati a loro stessi. Questa tendenza da una parte sta di fatto dando impulso all'attivismo civico, con l'aumento della consapevolezza dei propri diritti e la nascita di numerose realtà associative, dall'altra espone al rischio dell'aumento dei conflitti e alla crescente diminuzione di fiducia nelle figure professionali. Ai primi posti in fatti di ''carenza di umanizzazione'', i cittadini mettono i pediatri (31,87%), i medici di medicina generale (25,4%) e la riabilitazione ambulatoriale (21%). Seguono la assistenza residenziale (20%), le strutture riabilitative (18%) e i ricoveri (10%). L'esigenza di maggior garbo ed interesse nei confronti dei pazienti è sentita da 10 regioni sulle 19 che hanno partecipato alla stesura del Rapporto. La carenza di umanizzazione si colloca, in queste Regioni, tra il secondo e il quarto posto. Per Trentino, Emilia Romagna e Toscana rappresenta la seconda voce; la terza invece per Friuli Venezia Giulia, Puglia e Basilicata; al quarto posto in Lombardia, Veneto, Abruzzo e Marche. Circa il 74% delle Regioni individuano, tra le principali criticità, la difficoltà di accesso alle prestazioni a causa delle lunghe liste d'attesa. In particolare, secondo il Rapporto di Tdm, questo problema è percepito nelle regioni meridionali: Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata. Seguono le Marche, l'Umbria e l'Abruzzo per il Centro e, per il Nord, la Liguria, la Lombardia, il Piemonte, il Veneto ed il Friuli Venezia Giulia. L'area maggiormente interessata dal fenomeno delle liste d'attesa e' la diagnostica con il 51% delle segnalazioni, seguita dalla specialistica con il 23% e dagli interventi chirurgici (20%). Crescono notevolmente rispetto al 2007 (+ 11%) le segnalazioni riguardanti le attese per interventi chirurgici. I cittadini segnalano, oltre ai tempi incompatibili rispetto alle esigenze di cura, la difficoltà nel ricevere informazioni rispetto alla posizione che si occupa all'interno delle liste d'attesa (il che rileva, quindi, una scarsa trasparenza nella gestione delle pratiche); da sottolineare anche ritardi nell'erogazione e mancato inserimento in lista d'attesa.