Medici contro Brunetta. Sacconi: è una fase di transizione. Riapriremo il tavolo per la professione

Redazione DottNet | 06/05/2009 19:06

cisl medicina

''Berlusconi intervenga sul ministro Brunetta: il malcontento è ormai diffuso tra i medici e potrebbe esplodere in azioni di lotta''. A chiedere l'intervento del premier è il segretario generale della Cisl-Medici, Giuseppe Garraffo, secondo il quale il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, sta andando verso una ''regolamentazione autoritaria della contrattazione''.

''Il governo e le regioni - ha detto Garraffo aprendo il secondo congresso nazionale della federazione Cisl-Medici - devono sapere che non possono tirare di più la corda, e il presidente Berlusconi dovrebbe energicamente tirare le orecchie a qualche ministro del suo governo''. I medici, ha sottolineato Garraffo, ''vorrebbero discutere con il ministro Brunetta, molto serenamente, della specificità del lavoro pubblico della categoria'' ma, ha proseguito, ''occorre evitare operazioni gattopardesche, perchè l'unico risultato certo che otterrebbe Brunetta, con quello che si legge nelle bozze scaturite dalla legge 15/2009, è una regolamentazione autoritaria della contrattazione che mette in discussione le varie specificità''. Il risultato concreto, ha avvertito Garraffo, ''potrebbe infatti essere quello di ridurre a molti medici stipendi e pensioni''.
''Ai medici dico che devono avere fiducia nel cambiamento, perchè il vecchio paradigma non li ha certo premiati''. Cosi' il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, replica al segretario della Cisl medici, Giuseppe Garraffo. ''Stimo molto - ha affermato Sacconi intervenendo al congresso della Cisl medici - quello che sta facendo il ministro Brunetta. E' una fase di transizione da una vecchia dimensione viziosa aduna virtuosa. Il passaggio è sempre complicato, ma credo - ha concluso il ministro - che ci siano le condizioni perchè le professioni nelle amministrazioni pubbliche, come quella medica, abbiano modo di essere maggiormente valorizzate''. Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi si è detto quindi pronto a riprendere il tavolo di concertazione per la professione medica, avviato a settembre e poi saltato. ''Sono pronto - ha detto ancora il ministro - a riprendere il tavolo di settembre. Si deve riprendere quel tavolo per accompagnare il processo di trasformazione della professione medica, pensando insieme - ha concluso - all'accesso, alla formazione ed alla remunerazione''.