Lo studio ADVANCE: implicazioni per la pratica clinica

Cardiologia | Redazione DottNet | 04/08/2008 12:29

Le malattie cardiovascolari costituiscono la causa principale di mortalità e di morbilità dei soggetti dia¬betici.

L'ipertensione arteriosa è una frequente comorbilità nel diabete e un importante fattore di rischio sia per le complicanze macrovascolari sia per quelle microvascolari, come la retinopatia e la nefropatia. Le linee guida internazionali e gli Standard Italiani di Cura del Diabete Mellito raccomandano un trattamento intensi¬vo della pressione arteriosa nei pazienti diabetici per la prevenzione primaria e secondaria delle complicanze macrovascolari e microvascolari. In questo contesto, risultano particolarmente interessanti i risultati dello studio ADVANCE (Action in Diabetes and Vascular disease: preterax and diamicroN-MR Controlled Evaluation), recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet. Questo studio è stato disegnato per determinare l'effetto sulle complicanze macrovascolari e microvascolari dell’associazione precostituita perindopril/indapamide, su 11.140 pazienti con diabete tipo 2. Il periodo medio di follow-up è stato di 4,3 anni. Al termine dello studio i pazienti diabetici trattati con l'associazione precostituita perindopril/indapamide avevano una significativa riduzione della pressione arteriosa rispetto al gruppo placebo (-5,6 mmHg per la pressione sistolica e -2,2 mmHg per la pressione diastolica). Il rischio relativo di mortalità per malattie cardiovascolari era ridotto del 18% (p<0,027) e quello per eventi coronarici, quali l'infarto del miocardio, la rivascolarizzazione coronarica e i ricoveri in ospedale per angina instabile, si era ridotto del 14% (p<0,02) nel gruppo di diabetici trattati con l'associazione precostituita perindopril/indapamide rispetto al gruppo placebo. Inoltre, i pazienti trattati con l'associazione precostituita perindopril/indapamide hanno mostrato una riduzione della comparsa o del peggioramento del danno renale del 21% (p<0,0001).
• Web site: www.advance-trial.com
I risultati dello studio ADVANCE si prestano ad alcune riflessioni per le interessanti implicazioni cliniche per il trattamento anti-ipertensivo dei pazienti con diabete di tipo 2.
• Innanzitutto ADVANCE rappresenta lo studio prospettico più ampio finora condotto in soggetti affetti da DMT2 che evidenzia i vantaggi clinici del ridurre i livelli di pressione arteriosa sia nei diabetici con valori di pressione al di sopra della norma (>140-190 mmHg), sia in quelli con valori pressori entro la norma. La presenza di pazienti normotesi, oltre che ipertesi, è una caratteristica fondamentale dello studio e permette di concludere che la riduzione dei valori pressori, ottenuta con il trattamento con l'associazione perindopril/indapamide, apporta beneficio sul rischio di morte e di complicanze macrovascolari e microvascolari nei pazienti con DMT2, indipendentemente dai valori pressori iniziali.
• Un secondo elemento importante dello studio è che ai pazienti trattati con l'associazione precostituita perindopril/indapamide non venivano modificate le terapie in atto, liberamente prescritte dal medico curante sia per il diabete sia per altri fattori di rischio, che consentivano di contenere i valori medi di emoglobina glicata <6,9% e di colesterolo <193 mg/dL sia nel gruppo in trattamento attivo sia nel gruppo placebo. Questo aspetto pone lo studio in un contesto molto vicino alla reale pratica clinica e avvalora i benefici dell'associazione precostituita perindopril/indapamide sul rischio di morte e di complicanze macrovascolari e microvascolari ottenuti al di là del buon controllo metabolico.
• Vanno inoltre sottolineati il profilo di sicurezza dell'associazione perindopril/indapamide e la buona compliance del trattamento facili¬tata dalla semplicità dello schema di trattamento basata su una dose fissa del farmaco.
 

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