Da Virgilio: Sospese le vendite dei medicinali da banco. E le farmacie potrebbero diventare centri poliambulatoriali

Redazione DottNet | 07/05/2009 14:54

Due emendamenti potrebbero rivoluzionarele modalità di vendita delle medicine e il ruolo delle farmacie. Con tanti saluti alle liberalizzazioni dell’ex ministro per lo Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani.
 

Le novità dovrebbero confluire nel ddl ora all’esame delle commissioni Affari costituzionali e Lavoro che delega il governo a legiferare "in materia di lavori usuranti, di riorganizzazioni di enti, di congedi, aspettative e permessi, nonché misure contro il lavoro sommerso e norme in tema di lavoro sommerso e norme in tema di lavoro pubblico, di controversie di lavoro e di ammortizzatori sociali". Il primo emendamento, quello all’articolo 2 del ddl, in prima battuta sospende "la facoltà per gli esercizi commerciali… di avviare attività di vendita al pubblico di medicinali da banco o di automedicazione". Fino a quando, entro tre mesi, l’Agenzia italiana del farmaco avrà stilato un elenco di prodotti di automedicazione che potranno essere venduti “anche fuori dalle farmacie e senza obbligo di presenza di un farmacista”. Intanto è abrogato il comma 2 dell’articolo 5 dl 223, che disciplina la vendita dei medicinali fuori dalle farmacie. Farmacie che, e qui entra in gioco il secondo emendamento, potrebbero trasformarsi in centri poliambulatoriali. Infatti potrebbe essere cancellata una norma del testo unico del 1934 che vietava il cumulo tra esercizio dell’attività di farmacista e altre professioni. La proposta prevede che "gli esercenti le professioni e le arti sanitarie possono svolgere, in qualsiasi forma, la loro attività in farmacia, ad eccezione dei professionisti abilitati alla prescrizione di medicinali".
Una simile disciplina potenzialmente potrebbe fare entrare in farmacia a diversi professionisti sanitari.
 

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