Vaccini: anti-pneumococco protegge bimbi e anziani e riduce uso antibiotici

Redazione DottNet | 08/05/2009 17:43

antibiotico pneumococco polmonite

Immunizzare i bambini per difendere anche gli anziani. E per ridurre l'uso di farmaci antibiotici.

Sono gli effetti che ha avuto il vaccino anti-pneumococcico coniugato eptavalente (Pcv-7) negli Stati Uniti, dove i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) hanno tenuto sotto osservazione una popolazione di 16 milioni di persone, tra cui 500 mila bambini da zero a cinque anni.
In seguito all'introduzione del vaccino Oltreoceano è stato infatti osservato che, dal 1999 al 2003, l'incidenza nei bambini di patologie pneumococciche invasive (Ipd) da sierotipo vaccinale è diminuita del 94%, passando da 80 a 4,6 casi ogni 100 mila. Inoltre, l'incidenza totale delle forme invasive (relative cioè a tutti i sierotipi) è diminuita del 75% passando da 96,7 a 23,9 casi su 100 mila. Non solo i più piccoli, ma anche gli adulti ne hanno fortemente beneficiato: in tutti gli individui con più di 5 anni, il tasso di incidenza delle Ipd è diminuito del 62%, con riduzione maggiore registrata fra gli 'over 65' (passando da 33,6 casi su 100 mila a 11,9su 100 mila).
Contemporaneamente, i Cdc hanno dimostrato che l'incidenza di malattie invasive provocate da ceppi con ridotta sensibilità alla penicillina e resistenti a più antibiotici è diminuita nella popolazione generale del 57%, nei bambini al di sotto dei due anni dell'81% e negli ultra65enni del 49%. La conseguente riduzione dell'uso di antibiotici va di pari passo con la diminuzione delle visite ambulatoriali, del numero e della durata di ricoveri e, naturalmente, della mortalità. Con benefici relativi alla spesa sanitaria e ai costi sociali. E' stato calcolato che la vaccinazione dei bambini entro i 24 mesi con Pcv-7, considerando una copertura del 90%, consentirebbe di prevenire circa 900 casi di malattia invasiva e 10 mila casi di polmonite.