Tumori: senza 'effetto invecchiamento' mortalita' ridotta di un sesto

Redazione DottNet | 08/05/2009 17:47

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Crescono casi, un italiano su 2 avrà diagnosi cancro nel corso della vita
 

Si muore meno di tumore in Italia, ma non si vede. In dieci anni la riduzione della mortalità è stata di un sesto: 50 morti in meno all'anno su 100 mila persone. Escludendo però l''effetto invecchiamento' che, visti il sempre maggior numero di anziani e la maggiore probabilità di ammalarsi in età avanzata, fa aumentare i decessi registrati. A ben vedere, anche se i numeri sembrano mostrare il contrario, persino l'incidenza delle neoplasie diminuisce, seppure la percezione delle persone resta quella di un fenomeno in crescita. Anche in questo caso, infatti, a nascondere la buona notizia c'è il numero maggiore di diagnosi di alcuni tumori legato all'allungamento della vita media: il 63% dell'aumento delle nuove diagnosi è dovuta al fattore invecchiamento. Questi alcuni dati del Rapporto 2009 dell'Associazione italiana registro tumori (Airtum), presentato a Roma.
"La mortalità per tumore in Italia, in realtà - ha spiegato Eugenio Paci, direttore dell'Airtum - è stabile: 311 morti l'anno su 100 mila abitanti avevamo negli anni '90; 310 morti ogni 100 mila persone abbiamo nel 2000. La larga parte di questo numero, però, è dovuto al fatto che siamo più vecchi. E i tumori diventano più frequenti con l'avanzare dell'età".
In generale ogni anno in Italia sono stimate circa 250 mila nuove diagnosi tumorali (dalla nascita agli 84 anni) con 170 mila decessi. Una persona su due, inoltre, ha la probabilità di avere una diagnosi di tumore nel corso della vita. Mentre un uomo ogni tre e una donna ogni sei hanno la probabilità di morire a causa di un tumore.